Finanza
Ospedale, 350 posti di lavoro a rischio
Tutti i servizi passeranno nelle mani delle aziende costruttrici. Protocollo in Regione per far riassorbire i dipendenti
MASSA CARRARA. Il cantiere di viale Mattei procede. La data di fine lavori- dicembre 2014 - è confermata: il 2015 sarà - o almeno dovrebbe essere - l’anno del nuovo ospedale. Nuova sede, nuova organizzazione di reparti e distretti e nuova gestione - questo l’altro lato della medaglia - dei servizi, dalla ristorazione alle pulizie, dal trasporto alla vigilanza. Tradotto in numeri: circa 350 posti di lavoro a rischio. Dipendenti non dell’Asl, ma di società, aziende e cooperative che si sono aggiudicate appalti banditi dall’azienda sanitaria e che adesso tremano. Perchè la gestione dei servizi, nel nuovo ospedale, sarà nelle mani delle imprese che stanno realizzando la nuova struttura. E nulla - così almeno assicurano i sindacati - le obbliga a riassorbire il personale.
Appalto e project financing. Il nuovo ospedale delle Apuane fa parte di un più ampio progetto regionale che prevede la realizzazione di altre tre strutture, a Lucca, Prato e Pistoia che, capofila, ieri ha inaugurato il suo ospedale. Un’operazione costosa che ha richiesto il contributo del privato: costruisce e rientra delle spese sostenute - qui il senso del project - gestendo per 19 anni i servizi non sanitari e commerciali. Così l’ associazione temporanea di imprese Astaldi, Techint e Pizzarotti, concluso l’ospedale di viale Mattei, si occuperà di tutto ciò che ruota intorno alla sanità, dalle mense alle pulizie. E il timore è che lo faccia affidandosi a soggetti diversi da quelli che hanno attualmente in carico i servizi.
Il tema è caldissimo e ha già visto scendere in campo i sindacati.
I timori dei lavoratori. I tempi non sono i migliori, la crisi morde e nell’indotto della sanità i problemi si fanno sentire. La Dussmann gestisce pulizie e ristorazione negli ospedali della provincia, ha messo in mobilità 14 persone. L’Asl chiude e accorpa reparti, gli spazi da pulire si riducono, il fatturato cala e i posti di lavori si contraggono. E il timore è che il quadro si complichi con il passaggio al nuovo ospedale. Lo conferma Stefano Nicoli (Filcams Cgil): «In ballo ci sono quasi 350 posti di lavoro, 170 - ed entra nel dettaglio - nelle pulizie, 60 nella ristorazione, 60 nella logistica , 20 nei cup. Senza dimenticare - aggiunge - chi lavora nella vigilanza e nella manutenzione . Nel contratto per l’esecuzione degli ospedali con project financing - aggiunge - non è previsto l’obbligo a riassorbire i lavoratori». Non solo, a preoccupare i sindacati è l’eventualità che, anche in caso di riassorbimento, i dipendenti debbano fare i conti con riduzioni di ore e - conseguentemente - di stipendio - e con contratti diverse dagli attuali.
Collaborazione dalla Regione. Un problema con cui si trovano a fare i conti anche le altre province alle prese con la realizzazione del nuovo ospedale.
Sindacati, aziende sanitarie, Regione e imprese costruttrici si sono seduti intorno ad un tavolo con l’obbiettivo di siglare un protocollo per garantire il posto di lavoro ai dipendenti di coop e aziende di servizi: «Non sono ancora stati definiti i dettagli - sintetizza Nicoli - e Pistoia - fa l’esempio di chi è già nel vivo del problema - è alle prese con riduzioni fino al 40% nel settore della ristorazione».
Ma l’assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni, a Pistoia proprio per l’inaugurazione dell’ospedale, assicura che i posti di lavoro sono garantiti. Forse, in fase transitoria, potrà essere più basso qualche stipendio, ma nessun licenziamento. In ogni caso i sindacati, in quel di Massa, si portano avanti e chiedono un incontro con i sindaci :«Sono allarmati - spiega Angelo Zubbani, primo cittadino di Carrara - la prossima settimana faremo il punto sulla Dussmann e sulla gestione dei servizi all’interno del nuovo ospedale».
Perché 350 lavoratori sono tanti. Tanti quanti gli ex Eaton. E il nostro territorio non ha le carte per reggere una nuova perdita occupazionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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