Proteste
Il pirata della strada nel mirino
È ancora giallo sull’investimento mortale al Penny, indaga la procura
MASSA. Omissione di soccorso e lesioni gravi: erano queste, in un primo momento, le ipotesi di reato a carico dell’uomo (un italiano di cui non è stata rea nota l’identità) responsabile dell'incidente avvenuto nel parcheggio del supermercato Penny-Market in zona stazione, di cui stato vittima Stanciu Ionica, 44 anni, rumeno. Finito, secondo le ricostruzioni dei vigili urbani, sotto le ruote di un’auto. Ma dopo la morte dell'uomo, avvenuta mercoledì pomeriggio all'ospedale di Pisa, dove era stato ricoverato d'urgenza, sull’investitore adesso pesa una denuncia per omicidio colposo. Ma l’episodio non è ancora del tutto chiaro e non è escluso che gli inquirenti – che stanno ancora indagando nel passato della vittima e dell’investitore – si preparino a contestare anche altre accuse al presunto “pirata della strada”, Nel fascicolo aperto dalla procura di Massa su questa morte entrerà presto il risultato dell’autopsia, effettuata ieri all’obitorio di Pisa, sul corpo di Stanciu Ionica. Sotto i riflettori degli inquirenti c’è il comportamento del conducente dell’auto che ha investito il rumeno. Nei suoi confronti c’è un’accusa, in primis, di omissione di soccorso. L’uomo dopo aver urtato il rumeno nel parcheggio del Penny Market, ha proseguito per la sua strada. Eppure, come riferiscono gli uomini della pattuglia della polizia municipale, intervenuta sul posto, l’incidente è avvenuto attorno alle 16,30 e dunque in pieno giorno. Impossibile, quindi, almeno secondo una prima superficiale ricostruzione dei fatti, che l’uomo non si sia accorto di aver urtato il corpo di qualcuno. Un altro elemento è il fatto che l’uomo poco tempo dopo l’incidente è andato alla caserma dei carabinieri. Non, però, per ammettere di essere stato lui a investire Stanciu. Ai militari racconta di aver litigato, vicino alla stazione ferroviaria con un cittadino marocchino e di avergli dato “due schiaffoni” e di temere di essere stato denunciato per aggressione. L’investitore, in pratica, avrebbe chiesto ai carabinieri informazioni su una possibile denuncia a suo carico: informazioni naturalmente riservate che i militari non gli avrebbero fornito, anche perché, comunque non risultava nessuna aggressione ai danni di un marocchino, avvenuta alla stazione. Uscito dalla caserma dei carabinieri ad aspettarlo c'era però una macchina della polizia municipale che, dopo aver effettuato i rilievi al Penny Market, aver raccolto alcune testimonianze e ascoltato descrizioni, in primis quella della sorella della vittima, è riuscita a rintracciare l’auto pirata, una utilitaria bianca e il suo conducente. Alla polizia municipale l'uomo dirà di non essersi accorto di nulla. Da quel momento su di lui peserà l'accusa di omissione di soccorso e di lesioni gravi, ma non per gli schiaffoni al marocchino, bensì per aver investito un rumeno. Dopo la morte del 44 enne la Procura ha convertito il reato in omicidio colposo; in ogni caso il sostituto procuratore Vito Bertoni ha deciso di aprire un'inchiesta, anche perché la deposizione in caserma ha tutto il sapore del tentativo di depistare le indagini. Tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti.
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