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«Commissione, se ci sei batti un colpo»

«Commissione, se ci sei batti un colpo»

Dopo le nuove scosse il sindaco Paolo Grassi invita il prefetto Gabrielli ed Enrico Rossi a un summit a Fivizzano e Casola

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FIVIZZANO. «Il responsabile nazionale della Protezione civile, Franco Gabrielli, convochi subito la commissione Grandi Rischi, se questa esiste ancora, o qualcuno ci dica almeno qualcosa di certo». Così il sindaco Paolo Grassi dopo le tre scosse di terremoto avvertite all’alba di ieri: la prima di magnitudo 3.4 registrata alle 5,34 con profondità 10,8 chilometri, la seconda alle 6,56 con magnitudo 2.7 (10,2 km) e la terza alle 6,58 con magnitudo 3.3 (10,3 km). Poi quella delle 13,38 con magnitudo 2.

«Dal 21 giugno a ora sono state registrati oltre 2mila sussulti della terra - aggiunge Grassi - e la popolazione è ormai esasperata. Anche in occasione delle ultime scosse siamo usciti tutti per strada». Grassi ha così annunciato la richiesta di un incontro urgente col prefetto Franco Gabrielli che si terrà stamani alle 10 in Comune, al quale parteciperà anche il presidente Enrico Rossi.

Una richiesta subito commentata dal Dipartimento della Protezione civile: «Si comprende assolutamente lo stato di disagio di quelle popolazioni e dei loro amministratori, ma continuare a richiedere assicurazioni sulle tempistiche dell’evoluzione del fenomeno in atto o - peggio ancora - rassicurazioni sui suoi esiti, non è la strada corretta per affrontare un simile problema. Con i terremoti bisogna imparare a convivere con l’unico approccio possibile, abitare edifici sicuri. È utile ricordare che le uniche cose certe quando si parla di rischio sismico sono la mappa di pericolosità sismica dell’Italia, l’impossibilità di prevedere in modo deterministico l’evoluzione dei fenomeni e il fatto che solo edifici sismicamente sicuri possono salvaguardare l’incolumità della vita umana. Lunigiana e Garfagnana sono zone in cui le magnitudo possibili, registrate anche nel passato, sono dell’ordine di 6.5-6.6 e tutto questo è fotografato da anni all’interno della mappa di pericolosità sismica dell’Italia, che non è altro se non una previsione probabilistica che consente di individuare le aree pericolose e di classificarle in funzione della probabilità che si verifichino forti terremoti e della frequenza con cui possono essere attesi».

E mentre il sindaco Grassi lancia strali anche un po’ polemici, il suo collega di Casola, Riccardo Ballerini, non è da meno: «Stavolta il terremoto ci ha prima dato la sveglia e poi la colazione - dice riferendosi alle tre scosse di ieri mattina - ormai la gente è esasperata di questa situazione e prega che tutto finisca presto. Di certo queste scosse arrecano danni ulteriori agli edifici già lesionati, facendo alzare il livello dei costi necessari per la ristrutturazione. Al momento, però, non sappiamo neppure quando e quanto verrà stanziato per le popolazioni terremotate e rispettive abitazioni».

Fabrizio Palagi

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