Il dolore
Arancia meccanica lo massacrano in tre
Calci, pugni e cinghiate all’esterno di un locale di Avenza rintracciati e denunciati dopo quattro mesi gli aggressori
CARRARA. Massacrato di botte, all’esterno di un locale di Avenza, senza un perché: è stata una scena terribile alla “Arancia meccanica” quella ricostruita dalla polizia che, dopo la querela presentata dal 23enne carrarese picchiato anche a cinghiate, è riuscita a individuare i tre violenti aggressori, tutti nostri concittadini anch’essi e di pochi anni più grandi del ferito.
Le accuse sono diverse e vanno dalle lesioni personali aggravate alle lesioni personali “semplici”, all’ingiuria ed alla minaccia.
I fatti risalgono alla serata dell’8 marzo scorso; è la festa della Donna, un gruppo di amici si ritrova in un locale di Avenza, probabilmente nella speranza di conoscere qualche ragazza in gruppo.
Ma gli aggressori già nel locale “puntano” alcuni ragazzi e lanciano palline di carta. Gli amici abbozzano, e se ne vanno. In particolare, l’aggredito pensa di andare a Marina dalla fidanzata; all’esterno del locale però vede un suo amico in grave difficoltà, in quanto un ragazzo lo stava prendendo a calci e pugni con violenza. Tenta di intervenire per cercare di dividere i due quando è improvvisamente afferrato da un amico del “primo” aggressore che lo minaccia ed ingiuria pesantemente. Riuscito a liberarsi dalla presa, mentre soccorre l’amico che era rimasto, dolorante, sdraiato a terra, il giovane “soccorritore” veniva raggiunto da colui che lo stava minacciando ed offendendo; quest’ultimo, dopo averlo afferrato da dietro per il collo, inizia ad infierire con calci, pugni e ginocchiate, al volto e al corpo. Finisce a terra quasi privo di sensi, arrivano altri due della banda che si uniscono ala furia aggressiva del loro compagno; prima prendono la vittima a calci, quindi, una volta rialzatasi, pugni al volto, ginocchiate al costato, al petto ed al collo. Uno dei tre aggressori con la cintura dei pantaloni lo riempie di cinghiate. Minuti di terrore e violenza. Finalmente dall’interno esce un amico dell’aggredito che inizia ad urlare invocando aiuto: gli aggressori scappano. Il giovane veniva quindi portato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Carrara, dove gli venivano riscontrate ecchimosi e contusioni al volto, l’infrazione delle ossa nasali nonché alcune strie cutanee rossastre sul torace causate dai colpi inferti con la cinghia. La prognosi, originariamente di 25 giorni veniva prolungata di ulteriori 20 giorni dal medico curante. Dopo la guarigione sono rimasti postumi invalidanti da valutarsi in sede medico legale.
In considerazione di quanto ricostruito nel corso delle indagini dell’anticrimine, due degli aggressori, entrambi carrarini, rispettivamente di 27 e 32 anni, venivano denunciati per il reato di lesioni personali; il trentaduenne, inoltre, veniva deferito anche per i reati di ingiuria e minaccia. Il terzo aggressore, invece, colui che aveva utilizzato anche la cinghia – un 24enne anch’egli di Carrara – veniva denunciato per il reato di lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma, tale dovendo intendersi, agli effetti della legge penale, la cintura la cui fibbia metallica era stata utilizzata quale “tirapugni”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
