Italia
«Terra di nessuno, ecco il quartiere Luni Mare»
Vincenzo Speziale, presidente del comitato cittadino, denuncia l’abbandono in cui versa l’ambizioso «affaccio di Ortonovo sulla costa» degli anni Settanta
ORTONOVO. «Luni Mare è la terra di nessuno». È il grido di protesta dei suoi abitanti, circa 4mila tra fissi e villeggianti, che risiedono a pochi metri dalle spiagge ma godono della tutela di un quartiere in lontana periferia.
I turisti vengono da tutta Italia e affittano gli appartamenti convinti di fare un buon affare; ben presto però si rendono conto delle condizioni di degrado in cui la zona è decaduta. Anche Vincenzo Speziale, presidente del Comitato dei cittadini di Luni Mare dal 2003, viene da Milano e non vi alloggia che per tre o quattro mesi l’anno. Periodo più che sufficiente per rendersi conto che «qui il cambiamento è urgente».
Al confine tra Liguria e Toscana e in bilico tra i Comuni di Ortonovo e di Sarzana, Luni Mare soffre di lavori da fare accumulati e, come tutti i piccoli Comuni, di un bilancio ristretto. Via Togliatti, strada principale di accesso al centro abitato, è il primo grande punto dolente. I primi duecento metri, partendo dalla rotatoria di via XXV Aprile, competono al Comune di Sarzana, mentre il resto al Comune di Ortonovo. Quel primo tratto però è in balia dell’anarchia totale: una strada stretta che non prevede uno spazio riservato al passaggio dei pedoni e delle numerose biciclette.
Quel poco asfalto disponibile sul margine è inoltre occupato da una fila di macchine parcheggiate nonostante i cartelli di divieto di sosta, che restano ignorati. D’altra parte, commenta Speziale «nessuno viene mai a fare le multe. Se venissero, magari le persone lascerebbero libera l’area una buona volta e il Comune si sovvenzionerebbe per creare un parcheggio regolare o una pista ciclabile» commenta il presidente del Comitato. Mentre mostra la zona passano una mamma e due bimbi piccoli in bici; sono costretti a costeggiare le macchine, sulla loro destra sterpaglie. Lungo via Togliatti, il cui marciapiede è stato rifatto e reso antiscivolo nel 2006, si affacciano alcuni degli edifici che hanno ancora il tetto in amianto. La dannosità delle polveri di amianto sulle persone è dimostrata, eppure dopo la denuncia di otto anni fa solo tre palazzi su dieci sono stati messi in regola.Proseguendo lungo la stessa strada si incontra la scuola materna ed elementare, chiusa nel 2012 e non ancora riaperta; i bambini erano stati smistati tra Casano e Cafaggiola».
«Si dice che dal prossimo anno sarà rimessa in regola» spiega Speziale con un gesto della mano a indicare il giardino pieno di erbacce e i locali sbarrati. Di fronte alla scuola, in piazza della Repubblica, dei bambini giocano su dei giochi guasti.
Al di là del ponte, in via Rosselli, la piscina comunale è chiusa dai tempi del fallimento, dieci anni fa. Da allora nelle sue acque nuotano soltanto rane e zanzare, per le lamentele di tutti gli abitanti delle villette a schiera retrostanti. Ora la piscina è stata data in dotazione a una ditta per la ristrutturazione in vista della riapertura: eppure non si vede ancora nessuno.
Vicino, in uno spazio affiancato all’autostrada, l’amministrazione comunale ha accumulato in una collinetta i detriti residui dall’esondazione del Parmignola lo scorso novembre. I cittadini si domandano allertati se ci siano o no delle sostanze nocive, in quella montagnola. A conclusione del tour di Luni Mare, svoltato l’angolo tra via Bridolini e via Gobetti, campeggia uno dei molti cestini della spazzatura, straripante. Tra i rifiuti rovista un cane randagio.
Ma nel quartiere i problemi non finiscono qui: molti lampioni in via Togliatti e in piazza Gabetti non funzionano o sono oscurati proprio dalle fronde degli alberi, da potare. Davanti a questa situazione da “Urss negli anni Settanta” come l’ha definita un abitante, lo sconforto è pesante.
«Abbiamo più volte chiesto al sindaco di Ortonovo, Francesco Pietrini, di venire a Luni Mare per incontrare la cittadinanza, ma non lo abbiamo ancora visto» afferma Speziale, dopo avere raccontato dei diversi moduli di reclamo consegnati alla polizia, al Comune. Il sindaco Pietrini, da parte sua, ricorda i 90mila euro spesi per asfaltare: ma dopo ogni intervento, ciclicamente, ne deve seguire un altro.
Chiara Piotto
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