Sicurezza
Porto turistico, respinti tre ricorsi: ora non si può fare
I giudici confermano i pareri della conferenza dei servizi: deve essere previsto dal piano regolatore portuale
CARRARA. Era legittima la conclusione della conferenza dei servizi, con cui erano state respinte le sei domande di concessione per il porto turistico.
Il porticciolo a Marina di Carrara si potrà fare solo quando sarà in vigore il nuovo piano regolatore. Tre i ricorsi presentati, e tre i ricorsi respinti. La società composta da Varia Costruzioni, Carlo Agnese spa e Cantieri Navali di La Spezia srl se non altro è riuscita a recuperare un po’ di spese (38mila euro); le altre, neppure le spese.
Le sentenze sono quasi in fotocopia; ad esempio, per Riva dei Marmi srl, si ricostruisce che il ricorso era contro i Comuni di Carrara (difeso dagli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci) e di Massa, contro la Regione Toscana, contro la Provincia di Massa-Carrara, la Soprintendenza (sia di Lucca e Massa-Carrara che della Toscana); Ministero dell'Ambiente; Autorità Portuale; Capitaneria di Porto di Marina di Carrara; Agenzia delle Dogane; Agenzia del Demanio; Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Ministero dell'Economia e delle Finanze e vari altri enti.
Come detto, l’obiettivo era l'annullamento della determinazione conclusiva della Conferenza dei Servizi istruttoria, svoltasi a giugno e dicembre del 2011.
Le domande erano state presentate tutte nel maggio del maggio 2010 la presentava all’Autorità Portuale di Marina di Carrara e al Comune di Massa, ai sensi del Dpr n. 509 del 1997: domanda di concessione di aree demaniali marittime per la durata di 80 anni per la realizzazione e gestione del porto turistico di Massa-Carrara; nel caso di Riva dei Marmi, i posti barca sarebbero stati 1104, sempre nell’area compresa in parte nel Comune di Carrara, dal torrente Carrione al Fosso Lavello, porzione che ricade altresì nella circoscrizione territoriale marittima amministrata dall’Autorità Portuale di Marina di Carrara, e in parte nel Comune di Massa, nella parte che si estende per oltre 500 metri oltre il Fosso Lavello.
Fin dalla prima conferenza dei servizi, la Regione Toscana, sulla base di parere della propria Avvocatura, sosteneva la inammissibilità di tutti i progetti presentati, stante la mancanza previsione del porto in questione negli strumenti della pianificazione urbanistica, e quindi sottolineava per il nostro territorio l’inapplicabilità del Dpr 509 del 1997.
Nella seconda conferenza dei servizi, si aggiungevano pareri analoghi dell’Avvocatura dello Stato e dell’Avvocatura del Comune di Carrara parimenti nel senso della inammissibilità dei progetti presentati.
E questo è anche il giudizio del Tar. Il punto è che il vigente piano regolatore portuale di Carrara, risalente al 1981, non prevede la realizzazione di porti turistici, quale quello per la costruzione del quale è stata presentata domanda di concessione, mentre il Comune di Massa non è dotato di piano regolatore portuale e la disciplina urbanistica vigente nelle aree interessate alla progettazione in discorso, ricomprese nel territorio del Comune di Massa, ad oggi non ha alcuna menzione della realizzazione di un porto turistico. E nella programmazione urbanistica, la legge statale non può prevalere su quella regionale.
Nel caso di Riva dei Marmi viene respinta la domanda di risarcimento danni.
Analoghe le motivazioni che portano alla bocciatura del ricorso della società “Marina delle Apuane”.
Domanda di risarcimento che viene invece accolta in parte per il ricorso di Varia, Agnese e Cantieri Navali La Spezia: nel loro ricorso hanno documentato spese specifiche della gara per i porticcioli, fatture di studi ed uffici tecnici per un totale complessivo di 38.137,94 euro, e questi soldi dovranno essere risarciti dall'Autorità Portuale di Marina di Carrara, dal Comune di Massa e dal Comune di Carrara.
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