Il Tirreno

La Provincia: atto dovuto il ricorso per Corsanico

Intanto il sindaco Buffoni ha fatto il punto della situazione in un’assemblea Il commissario Angeli: «Abbiamo chiesto noi alla Regione soldi per la frana»

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MONTIGNOSO. All'indomani dell'incontro con la cittadinanza di Montignoso, che si è svolto a Cerreto mercoledì sera, per fare il punto della situazione sulla frana di Corsanico, il sindaco Narciso Buffoni si ritiene soddisfatto degli sviluppi e a dimostrarglielo è anche la comprensione dei compaesani che lo hanno incitato: "Bravo sindaco, continua così".

Ma non dipende soltanto da lui: Corsanico e la sua frana da 2,5 milioni di euro è diventato, infatti, anche un caso politico, dopo che la Provincia di Massa Carrara ha inoltrato il ricorso al Tar, in cui chiede di giudicare la legittimità dell'ordinanza del sindaco che riaprì una strada di proprietà provinciale, su cui vigeva invece un atto di chiusura.

«Ho dovuto spiegare ai miei cittadini- dice Buffoni- che potrebbero esserci nuovi disagi sulla viabilità di quell'arteria, qualora il Tar decidesse di dar ragione alla Provincia e di annullare la mia ordinanza di apertura. Ho dovuto anche spiegare che non dipenderà da noi quello che potrebbe accadere e che però faremo di tutto per evitare ulteriori disagi e problemi. Mi sono accertato che il nuovo servizio di trasporto Atn fosse funzionale, preciso e puntuale, perché i miei cittadini non si devono sentire di serie B e ho reso conto dei soldi che arriveranno dalla Regione Toscana, 900 mila euro, per i lavori di messa in sicurezza, ottenuti grazie alla nostra solerzia e al nostro impegno. Peccato, insomma, per chi mette i bastoni tra le ruote».

I cittadini approvano ogni mossa: sentono di avere il sindaco della loro parte e sperano che fino a lavori iniziati non ci siano sorprese. D'altronde, se la Provincia dovesse decidere di richiudere la Provinciale 1, in molti sarebbero pronti a scendere in piazza, proprio davanti a Palazzo Ducale per manifestare la loro rabbia. La preoccupazione dell'assessore ai lavori pubblici Gianni Lorenzetti, riguarda in questi giorni non tanto il ricorso al Tar in sé per sé, ma la richiesta di sospensiva, con cui la Provincia, in pratica, chiede al Tar di sospendere l'ordinanza del sindaco Buffoni prima e in attesa del giudizio definitivo, per motivi legati alla sicurezza. Questa decisione, se accogliere o meno la richiesta di sospensiva, dovrebbe arrivare a fine mese e se il Tar dovesse accettarla, la Provinciale 1 tornerebbe ad essere chiusa. Dopo qualche settimana di silenzio la Provincia cerca di dare una spiegazione attraverso il suo presidente- commissario Osvaldo Angeli che intanto precisa: «Nessun caso politico, nessuna velleità di supremazia territoriale o cose del genere; è stato un atto tecnico, che i dirigenti hanno deciso di firmare per precauzione; quella strada è di nostra proprietà e se succede qualcosa durante il passaggio, Buffoni o non Buffoni, ci vanno di mezzo i dirigenti del settore lavori pubblici della Provincia. Il problema è quindi derivato da una obbligatorietà; il dirigente non se la sentiva di autorizzare il passaggio su una strada pericolosa». Detto questo, però, Angeli specifica che la Provincia ha cercato di agevolare in tutti i modi i lavori sulla frana di Corsanico: «Siamo stati noi a chiedere alla Regione di finanziare direttamente il comune per i lavori di messa in sicurezza, perché a regola quei soldi avremmo dovuto gestirli noi come Provincia; abbiamo invece ritenuto che fosse meglio, più agevole e più veloce che venissero dati direttamente al Comune».

Manuela D’Angelo

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