Il Tirreno

La Corte dei Conti condanna l’economa

A carico della dipendente del Comune di Fivizzano il rimborso di 6.400 euro di spese illegittime

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FIVIZZANO. La Corte dei Conti ha condannato l’economa del Comune per aver effettuato o autorizzato spese ritenute non legittime negli esercizi finanziari 2004-2008.

A carico di Daniela Palmieri, gestore della cassa economale, si legge nella sentenza emessa dalla Corte dei Conti, sono emerse responsabilità in merito a spese effettuate dalla stessa e spese per le quali il Collegio (presidente Francesco Pezzella, consigliere Francesco D’Insanto, consigliere relatore Paola Briguori) «ritiene si debba procedere alla condanna dell’economa, in quanto illegittime e non discaricabili, si raggruppano vari tipi di spese di rappresentanza, missioni di dipendenti (indennità trasferta corrisposta per località distanti meno di 10 chilometri), rimborso pasto per missione di durata inferiore a 8 ore, missioni di amministratori, spese per pedaggi autostradali, spese per ricariche telefoniche, pagamento delle sanzioni per violazione del codice della strada e delle penali per ritardati pagamenti», il tutto per un importo molto dettagliato il cui totale è di 6.432,71 euro.

Nella sentenza, i magistrati contabili spiegano che, dopo aver sentito l’economa, e dopo aver analizzato le spese, sono comunque rimaste delle spese da considerarsi illegittime-illecite, a detta dei magistrati, e quindi per queste vi è stata la condanna; esclusi dalla contestazione altri pagamenti illegittimi già rimborsati.

L’economa non viene chiamata a rimborsare in toto ma entro un certo limite, perché sono coinvolti a vario titolo nella procedura illegittima di spesa anche terzi soggetti.

In particolare, per le spese di rappresentanza, questa la contestazione anno per anno. Esercizio 2004, 2.469,60 euro; Esercizio 2005, 1.297,50 euro; 2006, 742 euro; 2007, 783,62 euro; 2008, 1.233 euro.

Vi sono inoltre delle missioni liquidate per le quali non vi ssarebbero i necessari documenti giustificativi.

Oppure missioni effettuate nello stesso giorno, stessa località, stesso motivo e liquidate due volte. Criticità anche per la liquidazione dell’acquisto di cellulari, o ricariche di cellulari.

In definitiva, la Corte dei Conti addebita all’economo il 30 per cento delle spese illegittime la cui liquidazione è da imputarsi anche alla condotta di altri; e in toto le spese per le quali, per ragioni d’ufficio doveva sapere che il pagamento era precluso da specifiche disposizioni di legge. Quindi: devono gravare per il 30 per cento le spese di rappresentanza, i pedaggi autostradali non giustificati e l’acquisto di cellulari, per un totale di 3.511 euro (il 30 per cento di 11.703 euro); integralmente all’economo 2.921 euro (538 di missioni, 2.200 di ricariche senza giustificativi e 162 di sanzioni al codice e penali per ritardati pagamenti).

In tutto, Daniela Palmieri, Economo del Comune di Fivizzano, dovrà pagare al Comune di Fivizzano la somma di 6.432,71 euro oltre interessi dal 1º gennaio 2009, e le spese di giudizio che si liquidano in 628,14 euro. Ma non è finita: è stata decisa la trasmissione degli atti del fascicolo alla Procura Regionale per l’accertamento di eventuali responsabilità a carico di terzi per le voci di presunto danno erariale per le quali non risulta configurabile la responsabilità esclusiva dell’economa.

Insomma, la vicenda potrebbe non finire qui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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