Il Tirreno

Disoccupato il 41% dei giovani: record

di Melania Carnevali

In aumento anche il ricorso alla cassa integrazione Angeli: non si crede più nel futuro, non si fanno progetti

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MASSA CARRARA. È preoccupante la situazione occupazionale della provincia. Lo dice il Commissario Osvaldo Angeli, ma lo dicono anche i numeri del Rapporto del mercato del lavoro 2012 presentato ieri a Palazzo Ducale. Numeri che adesso confermano le previsioni fatte durante l’anno: il tasso di disoccupazione continua a crescere vertiginosamente, mentre rimane timido l’incremento occupazionale. In particolare il tallone d’Achille di questo territorio sembra essere la disoccupazione giovanile (15 -29 anni) che ha raggiunto nel 2012 il 41 per cento. Percentuale che fa riflettere.

Il tasso di disoccupazione giovanile nella provincia, infatti, non solo è il più alto in Toscana (il doppio rispetto Siena, Grosseto, Pisa, Pistoia, Prato, poco meno del doppio di Livorno e quasi il triplo di Arezzo, Firenze e Lucca), ma supera di fatto la media nazionale del 40,5 per cento e raggiunge quindi le percentuali di disoccupazione giovanile dei paesi dell’Eurozona più fortemente in crisi, come Grecia, Spagna e Portogallo. Sempre in relazione ai giovani è significativa la contrazione, nonostante un maggior investimento da parte delle amministrazioni, del numero dei tirocini che nel 2012 sono stati 151, il 15 per cento in meno rispetto al 2011.

«Quello che preoccupa – commenta Angeli – non è solo l’evidente crisi economica che quindi ostacola l’occupazione nel territorio, ma anche una crisi sociale. Non esistono più aspettative, non si crede più nel futuro e questo porta a non fare più progetti».

Altro anello debole della catena lavoro, rimangono poi le donne, il cui tasso di disoccupazione è passato in un anno dal 14,2 per cento al 17,2 per cento, mentre più contenuta è stata la crescita della disoccupazione maschile passata dal 9,7 al 10,1 per cento. Un altro segno di criticità ci viene dato dall’impressionante aumento del quasi 13 per cento delle ore di cassa integrazione salariale, in particolare di quella straordinaria (+ 66,9 per cento) e quella in deroga (26,3 per cento), mentre diminuisce quella ordinaria (-25,6 per cento).

Sul fronte della crescita occupazionale, come dicevamo, sono quindi timidi i segnali di ripresa. Solo 0,9 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente, dati dal lieve aumento dell’occupazione maschile, attestandosi al 58,9 per cento. Anche nell’ambito delle imprese sono state registrate aperture di nuove attività per uno 0,33 per cento. Si può dedurre, tuttavia, che queste attività siano per lo più piccole imprese portate avanti da un unico individuo e che quindi non possano contribuire all’aumento dell’occupazione. È normale quindi, visto il quadro occupazionale appena disegnato, che sia aumentato invece il numero di persone passate dal Centro per l’impiego

Lo stock degli iscritti ha infatti registrato un aumento di quasi dieci punti percentuali (9,1), il 56 per cento del quale costituito da donne. Sono più di 20 mila poi le persone che si sono rivolte agli sportelli del Servizio Orientamento, 4.425 le candidature a offerte di lavoro e 850 le richieste sotto il profilo della Formazione. «Nel limite delle nostre risorse – spiega Silvia Teani, dirigente del Centro per l’impiego – stiamo già cercando di attivare percorsi per rilanciare l’occupazione sul territorio.

Uno di questi, che partirà a settembre riguarderà l’imprenditoria, mentre l’altro l’apprendistato».

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