Finanza
Campane pericolose, Messa in silenzio
Dalla Curia l’ordinanza ai parroci di «non effettuare il suono a distesa per evitare rischi nelle chiese colpite dal sisma»
FIVIZZANO. Domenica particolare per i fedeli che, come sempre, si recheranno presso gli abituali luoghi di culto per la santa Messa: le funzioni religiose saranno, sì, celebrate nelle chiese ritenuti agibili e quindi idonee a garantire la sicurezza dei credenti, però senza essere accompagnate dal suono delle campane che, su esplicita ordinanza emessa dalla Curia, non potranno essere usate al fine di evitare rischi alla pubblica incolumità.
Il tutto è conseguenza, semmai ve ne fosse il bisogno di essere spiegato, alla ripetute scosse di terremoto che, dallo scorso 21 giugno, flagellano la Lunigiana, in particolar modo quella orientale.
Lo spiega don Luca Franceschini, incaricato ai beni culturali della Diocesi che, tramite una ordinanza ai parroci interessati così dice: «Non è stata data finora nessuna indicazione relativamente al suono delle campane; ritengo tuttavia necessario offrire alcune norme da rispettare per il bene delle persone e degli edifici affidati alla nostra cura. È necessario che nei campanili che abbiano manifestato qualsiasi segnale di danno (calcinacci, lesioni ecc.) e che, comunque sia, nel dubbio non si sia verificata la stabilità nei campanili le cui murature sono contigue a quelle di chiese o edifici che hanno avuto lesioni, sia evitato il suono delle campane a distesa. Ordinariamente invece potranno esser suonate le campane a martello, poiché questo sistema non imprime particolari oscillazioni alla struttura. Prudenzialmente fintanto che non siano fatte le dovute verifiche e si sia concluso lo sciame sismico si eviti di mandare i campanari sul campanile lì dove si usa ancora suonare le campane manualmente. Nel dubbio si ecceda piuttosto per prudenza e prima di far suonare le campane si chieda un parere tecnico. Non vale il principio “se hanno suonato finora vuol dire che non succede niente”» conclude don Luca che compila poi l’elenco delle chiese, pievi e oratori tutt’ora dichiarati inagibili.
«Niente fedeli sotto le navate - dice don Franceschini - in alcune chiese di Fivizzano, Casola, Fosdinovo e Licciana, come quelle di Santa Maria Assunta di Casciana, San Martino di Luscignano, Santa Felicita di Casola, Santa Maria Assunta di Argigliano, Sant’Andrea di Ugliancaldo, San Bartolomeo di Reusa, oratorio Panigaletto di Mommio, chiese di Turano, Alebbio, Monzone Alto, pieve San Martino di Viano, San Francesco di Equi, di Aiola, Pulica, San Terenzo Monti, Posterla, oratorio dei Bianchi di Fosdinovo Alto, pieve di Venelia a Monti di Licciana, Varano e Crespiano di Comano. Questo fino a quando continueranno le scosse sismiche».
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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