Il Tirreno

«Se allatti per strada ti prendo a schiaffi»

«Se allatti per strada ti prendo a schiaffi»

Odissea di una 23enne: prima le botte da un parente, poi le minacce. Finisce al Pronto soccorso con un bimbo di tre mesi

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CARRARA.

L’ha minacciata: «Mi ha detto: se ti vedo ancora allattare per strada ti ammazzo di botte».

E poi avrebbe cercato di picchiarla. Lo hanno fermato i vicini di casa.

Lei, una ragazza madre romena di 23 anni, per sfuggire alla furia del connazionale che, insieme alla moglie, la ospitava alla periferia della città, ha chiesto aiuto alla polizia. Ed è finita, sotto choc, al Pronto soccorso, insieme al suo bambino di appena tre mesi.

Una storia difficile, e con ancora molti punti da chiarire, che vede come protagonista una giovane mamma e il suo bambino.

La donna era venuta a Carrara lasciandosi alle spalle la sua terra di origine, la Romania. E una storia drammatica: il fidanzato non voleva il figlio che lei portava in grembo.

Qui in città aveva dei parenti ma, quello che per questa 23enne dal volto da ragazzina doveva essere un nuovo inizio, con il suo bambino, che adesso ha tre mesi, si è rivelato un incubo. Peggio ancora di quello che aveva lasciato in patria.

Prima - racconta lei stessa ancora molto provata da quanto le è accaduto - le botte «tante» che il parente presso cui aveva trovato una sistemazione le ha riservato.

Tanto da farla scappare e cercare un altro posto in cui stare, da una famiglia di connazionali che vive alla periferia della città.

Ma anche qui le cose non sono andate bene: il capofamiglia ha cominciato a minacciarla, a criticarla ferocemente. Poi, due sere fa, ha cercato di picchiarla. Si è scagliato contro di lei ma la giovane è scappata e si è rivolta alla polizia.

Gli agenti della volante hanno portato lei, in stato di choc, e il suo bambino a Pronto soccorso. Prima sono andati a comprarle il latte in polvere. Altro gliene hanno preso i medici. E c’è stata una gara di solidarietà per portare al bambino vestitini, tutine e un passeggino. Adesso, dopo aver passato una notte a casa di un volontario dell’Avo, la giovane madre ha avuto una sistemazione grazie all’intervento del sindaco.

Ma quello che vuole questa giovane madre è tornare al suo paese: per lei si stanno mobilitando in tanti, con una colletta che le possa consentire di rientrare in Romania (www.buonacausa.org/causr/aiutoconcreto). Intanto, per quel che riguarda l’aspetto della vicenda legato ai maltrattamenti denunciati dalla ragazza, è ancora tutto da definire. Proprio nelle prossime ore verrà risentita, al Commissariato.

Saranno sentiti anche il parente accusato di averla picchiata e il connazionale che, sempre secondo il racconto della donna, l’avrebbe minacciata e avrebbe tentato di prenderla a botte.(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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