Gioco
Presa di mira dai vandali la fontana del Cinquale
L’opera realizzata in piazza De Andrè da Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi è stata di nuovo attaccata: sono state sradicate alcune parti metalliche
CINQUALE. Ancora un altro atto vandalico contro la fontana “In-canto” in piazza De Andrè al Cinquale, creata da Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi. Ancora un altro sfregio a quell’opera d’arte che i due artisti hanno donato al Comune, all'epoca dell’amministrazione Binaglia, il cui destino però, sin dalla sua nascita, non è stato dei più rosei.
Oggetto attualmente di un contenzioso fra gli stessi artisti e il comune di Montignoso, che ha portato Bartolozzi ha citare in giudizio l’amministrazione per non aver saldato il pagamento per l’installazionedell’opera - oltre a quella da lui creata e installata in località Bottaccio –, la fontana è stata lasciata all’incuria e al degrado, con totale assenza di rispetto non solo del suo valore materiale – la fontana infatti è composta di materiali pregiati come marmo bianco di Carrara e nero di Marquinia, acciaio inox e vetro veneziano – ma anche, o soprattutto, del suo intrinseco valore culturale e artistico.
Non venendo mai pulita, pacchetti di sigarette e lattine si accumulavano dentro la vasca e spesso, la struttura, veniva utilizzata come pista da skate più che ammirata come opera d’arte. Poi l’inverno scorso sono iniziati gli atti vandalici. Il mosaico che simboleggia, o meglio simboleggiava , un antico liuto viene distrutto e le lune attaccate alla struttura vengono rubate. L’altra notte, l’ennesimo atto vandalico, che ha provocato ingenti danni. Le parti in alluminio sono state completamente sradicate rendendo la struttura, oltre che irriconoscibile, anche pericolosa. Gli artisti, amareggiati, esporranno in questi giorni denuncia contro ignoti, ma intanto esprimono la loro afflizione per quell’opera che hanno creato con tanta passione per la città, e che la stessa città, invece ha distrutto.
«Ci abbiamo messo veramente tanto a crearla, con tanto amore, - commenta Clara Tesi - perché volevamo lasciare un segno nel territorio, fare un regalo che avesse un significato. E questo è il modo in cui ci ricambiano: distruggendocela, lasciandola al degrado. Questo significa calpestare l’arte».
Si rivolgono poi all’amministrazione per chiedere un intervento: «Chiediamo - continua - almeno che ora si faccia qualcosa, perché è veramente osceno lasciare quell’opera così com’è. È antiestetico e sicuramente non rispecchia una buona logica turistica. Potrebbero recintarla, chiuderla, mettere delle telecamere. Potrebbero fare tante cose, basta farle».
Melania Carnevali
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