Attenzione
«Per la bonifica non tiro fuori un euro»
Alberto Ricciardi, patron della Fermet: non siamo stati noi ad inquinare al Casellotto
MASSA. «Non solo non tirerò fuori di tasca un euro, anche se formalmente ancora nessuno è venuto a chiedermeli, ma rivoglio i miei soldi, quei 500mila euro che l’amministrazione impropriamente si è trattenuta e che mi spettano da tempo».
Alberto Ricciardi, titolare della Fermet Srl, l’industria apuana del ferro, torna sul caso che lo vede coinvolto in prima persona, quello del Casellotto e dello smaltimento dei rifiuti e, irremovibile, torna a ribadire: «La ditta non ha responsabilità su eventuali tracce di inquinamento e non è costretta a pagare».
Partiamo dalla fine. È del 24 aprile un atto della precedente giunta nella quale vengono rendicontante le spese per l’atto di bonifica dell’area del Casellotto, che ammontano a 700 mila euro.
Secondo l’atto è la ditta Fermet che dovrebbe farsi carico del pagamento dal momento che dagli ultimi accertamenti sui rifiuti, - i terzi- fatti da una ditta esterna, la Chelab di Treviso, sono emerse tracce di amianto. Quindi, tenendo conto che il Comune aveva bloccato 500mila euro che spettavano all’azienda per l’esproprio dell’area, la Fermet dovrebbe sborsare ancora circa 200mila euro. Tuttavia, Ricciardi, continua a ribadire che le tracce di amianto non sono collegabili in nessun modo alla sua ditta, né per quanto riguarda il processo produttivo né per quanto concerne la struttura. «Noi non abbiamo niente a che fare con l’amianto, - commenta Ricciardi – quindi non può essere addebitato a noi l’inquinamento. Quell’area invece di essere stata vigilata, dal momento che erano in corso delle analisi, è stata abbandonata e quindi chiunque poteva entrare e lasciare materiali inquinanti.
La procedura della bonifica poi - aggiunge l’imprenditore - non doveva essere sovrapposta con quella relativa invece all'esproprio della stessa area e quindi quei 500mila sono stati trattenuti impropriamente». C’è un altro aspetto, poi, che non torna a Ricciardi, ovvero l’affidamento dei lavori: «Il fatto che non ci sia stato permesso di fare noi i lavori di bonifica fa pensare. All’epoca quando chiedemmo di farlo ci dettero tre giorni per fare un preventivo, cosa assolutamente impossibile da realizzare. Non ci hanno messo nelle condizioni di farlo».
Melania Carnevali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
