Sicurezza
«Musica spenta a mezzanotte, o si chiude»
Ultimatum dell’assessore Traversi ai locali della movida: basta tirare la corda, si rispetti l’orario
MARINA DI CARRARA. «O si spegne al musica a mezzanotte o useremo il pugno di ferro: è ora di finirla, chi sgarra, patto o non patto, questa volta non rischia più la multa, ma la chiusura del locale».
Parole dure quelle dell’assessore alle Attività produttive e al turismo Fabio Traversi che si inserisce, a gamba tesa, nella polemica che si è scatenata attorno alla movida, dopo le minacce choc di uno dei residenti di via Rinchiosa al gestore del Porfirio. E lo fa proprio alla vigilia dell’entrata in vigore, prevista per domani sera, del patto per la notte, destinato a regolamentare la movida e le notti d’estate nel cuore di Marina con una schiera di vigilantes, fuori dai locali, controlli più capillari e, soprattutto, una guerra ai decibel fuori orario e fuori misura, entra in vigore domani sera.
Ma, proprio ventiquattro ore prima del passaggio dalla teoria alla pratica di i quell’accordo che ha siglato una sinergia fra l’amministrazione e i gestori dei locali, l’assessore al turismo Fabio Traversi, lancia un appello che suona come ultimatum ai proprietari del bar del centro.
«Episodi come quello di domenica, le minacce al titolare del bar da parte di un residente esasperato - spiega Traversi - fanno risalire la tensione alle stelle, ma non bisogna tuttavia dimenticare che, dopo anni di muro contro muro, per la prima volta si è costituito un percorso condiviso che ha avuto la sua conclusione con il patto per la notte. Ora direi di aspettare per valutare come funzionerà, nei fatti, questa sinergia siglata insieme alle forze dell’ordine e i gestori dei locali. Ma una cosa la voglio ribadire: la musica dopo mezzanotte deve essere spenta».
L’assessore non ammette repliche.
«Il mio vuole essere un appello a quei quattro o cinque locali di marina che, nonostante tutti i patti continuano con la musica alta fino all’una e mezzo e le due di notte. È ora che la smettano e, soprattutto, non possono più tirare la corda. Si va incontro, infatti, all’esasperazione dei residenti e non è la strada giusta: i bar non sono discoteche e su questo siamo tutti d’accordo».
E infine l’annuncio: «Per chi trasgredisce d’ora in poi non ci saranno più solo le sanzioni ma si andrà incontro alla chiusure forzate».(a.v.)
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