Sicurezza
Medici in ferie, sale operatorie a rallenty
Ad agosto “fermo bisturi” per gli interventi programmati. Slittano anche le visite specialistiche ambulatoriali
MASSA. “D’agosto, moglie mia non ti conosco”. Nei proverbi - si sa - un fondo di verità c’è sempre: arriva il caldo e tutto - anche le relazioni coniugali - si fa più lento. Tutto, sanità compresa. I chirurghi vanno in ferie e le sale operatorie chiudono i battenti. Certo, gli interventi legati all’emergenza (per i pazienti del pronto soccorso), quelli oncologici o comunque ad altra priorità, sono garantiti, scatta, invece, “il fermo bisturi” per tutte le attività chirurgiche non urgenti.
Stop alle operazioni programmate. Dall’11 agosto al 31 agosto - ad indicare il periodo è la stessa azienda sanitaria - la chirurgia va al rallenty: chiuso il ciclo breve. Per dirla in soldoni, saranno sospesi tutti gli interventi di day e week surgery, quelli che prevedono un periodo massimo di ricovero di 5 giorni. Il reparto che ospita i degenti e che solitamente è aperto dal lunedì al venerdì, avrà la porta chiusa a chiave. Tutto slitta al 1° settembre.
Giuliano Biselli, direttore dei presidi ospedalieri, ci tiene a precisare che «verranno posticipati solo - e lo sottolinea - gli interventi procrastinabili». Insomma, la lista rimarrà bloccata, si tornerà a scorrerla ad estate finita. Certo per chi è in attesa, magari da un po’, uno stop di tre settimane non è una buona notizia. Magari aspetti da mesi la protesi dell’anca o l’intervento per correggere un difetto visivo o - per fare un altro esempio - sei costretto a convivere con il fastidio di un’ernia.
Del resto non è la prima volta che l’attività chirurgica programmata fa i conti con il “fermo bisturi”. Periodo clou anche Natale quando il numero di medici in ferie si impenna. A cavallo tra il 2012 e il 2013, a complicare la situazione, ci si è messa anche la spending review che ha costretto ad un allungamento del periodo di sospensione degli interventi di week e day surgery, in tutte la Asl toscane. Allungamento che ha permesso alle aziende di risparmiare risorse e trasferire nel bilancio 2013 i costi delle operazioni posticipate.
Adesso ci risiamo, ma stavolta il risparmio non c’entra nulla: medici in ferie e sale operatorie al rallenty. E non è finita qui perché ad andare a rilento sono anche le prestazioni ambulatoriali.
Posticipate anche le visite. Hai la prescrizione del medico in mano, chiami il Cup (Centro unico prenotazioni) e fissi l’appuntamento.
C’è la lista di attesa, devi aspettare mesi, poi, quando finalmente mancano pochi giorni, arriva la telefonata di un operatore. Ti avvisa che la visita slitta: lo specialista è in ferie. Eppure al momento della prenotazione nessuno ti ha prospettato quella eventualità, ma quando l’appuntamento è previsto a luglio o agosto, il rischio del rinvio è altissimo. Chi ti contatta propone date alternative, quasi sempre successive rispetto a quella stabilita e a te non rimane che adattarti. Magari ridefinendo i tuoi piani o spostando le tue, di ferie. Il dottor Enrico Raggi, responsabile del Cup, ammette che «il problema esiste. Il piano ferie aiuterebbe molto, ogni anno a gennaio - spiega - chiedo ai professionisti di consegnarlo. Soltanto il 3-4% degli specialisti, però, lo fa. Talvolta capita che i medici ci informino delle ferie solo 3 giorni prima e la segreteria sia costretta a chiamare rapidamente i pazienti e a fissare nuovi appuntamenti. Stiamo definendo un nuovo regolamento - prosegue - in base al quale il compito di contattare chi ha già prenotato una visita spetterebbe ai singoli reparti». Chimati, in questo modo ad una maggiore responsabilità.
Insomma, le ferie sono un diritto sacrosanto. Per tutti, anche per i medici. Ma una programmazione chiara, sia per day e week surgery, sia per le prestazioni ambulatoriali, ridurrebbe i disagi. A tutela dei pazienti. Anche di quelli non gravi.
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