Finanza
L’ex campo profughi sarà sgomberato
Vi abitano ancora quattro famiglie, avranno con la mobilità un alloggio Erp E in commissione sociale è bagarre sul “minimo vitale” dell’acqua
CARRARA. Sgomberare l'ex campo profughi di viale Galilei a Marina con urgenza. È proprio per comunicare questa intenzione che ieri mattina l'assessore Massimiliano Bernardi si è recato in Commissione consiliare sociale. È in quest'area infatti che vivrebbero ancora 4 famiglie (il condizionale è d'obbligo perché lo stesso assessore non ha ancora provveduto ad effettuare i controlli necessari ad accertare il numero esatto di famiglie e dei singoli componenti, compresi eventuali minori) grazie ad una delibera di alcuni anni fa che inserirebbe gli alloggi nel patrimonio Erp: «In effetti - afferma Bernardi - la stessa delibera è mal fatta e poco chiara, tanto che Erp a suo tempo la contestò. Sta di fatto in ogni caso che le famiglie ora lì presenti avranno diritto ad un nuovo alloggio e per questo sarà necessario un bando di mobilità».
Problemi strutturali visibili ad occhio nudo, senza neppure il bisogno di incaricare tecnici per appurare le condizioni in cui versa un luogo che, l'unanimità dei consiglieri concorda, da tempo si è trasformato in un ghetto. Ma allora perché non aver provveduto prima?
A molti sorge spontanea questa domanda. Il nodo del problema sarebbe stato nell'iniziale proposta di destinare la struttura ad alloggi di edilizia residenziale pubblica (per questa conversione la Regione avrebbe stanziato 3 milioni di euro). Destinazione questa che però piaceva a pochi che oggi, come il consigliere Roberto Conserva (Psi) si rallegrano enormemente che l'idea sia decaduta.
Lasciare quegli spazi pubblici certo, sulla questione non ci sono dubbi, ma rendere fruibile a tutta la cittadinanza una delle ultime pinete di Marina a due passi dal mare. Le soluzioni potrebbero essere molteplici; da dedicare l'area ad attività sportive, allestire una biblioteca, creare una “casa delle associazioni”, riservare lo spazio agli anziani, insomma, le idee sono molte e a queste si penserà in un secondo momento, ora l'urgenza è quella di mettere le famiglie in mobilità, non senza avere comunque chiara la tipologia e l'entità dei nuclei. Di questo sarà lo stesso assessore ad informare i consiglieri al più presto.
Il clima si è poi surriscaldato quando Fabrizio Giromella (Sorridi Carrara) ha lanciato il tema Gaia, colto al volo da Claudia Bienaimé (IdV). Il punto: le sospensioni di Gaia Spa e il diritto all'acqua da parte di tutti. «Il minimo vitale dev'essere garantito», afferma Giromella e mentre il presidente Carlo Boni (Pd) ricorda che in merito esisterebbe una legge statale che permetterebbe alle società erogatrici di tagliare di netto il servizio in caso di mora, Bienaimé sottolinea come Gaia non permetta neppure la rateizzazione e come questa sia una legge iniqua, tanto da meritare di non esser rispettata. Al di là dell'ira di Enrico Isoppi (Pri), che accusa il consigliere di non attenersi al proprio ruolo istituzionale incitando a non rispettare la legge, il problema del minimo vitale sembra esistere per la maggior parte dei commissari.
«Un filo d'acqua deve essere garantito - sottolinea Conserva - si tratta di un filo minimo che non permette neppure di accendere la caldaia o avviare la lavatrice». E il problema, secondo Bienaimé sarebbe anche quello di salute e igiene pubblica: «Nel periodo estivo non si può non mettere le persone in grado di lavarsi e di pulire almeno sommariamente la casa, senza rischiare l'emergenza sanitaria».
Non a caso forse, dopo le polemiche dei giorni scorsi in merito, lo stesso Sindaco Angelo Zubbani si sarebbe preso l'onere di portare il problema all'attenzione della prossima conferenza dei sindaci toscani. Per questo la Commissione Sociale rafforzerà la volontà sindacale con una mozione ad hoc da presentare al prossimo Consiglio Comunale.
M5S: il gestore deve essere ente di diritto pubblico. E intanto, in una nota, il Movimento 5 Stelle ribadisce: «La cronaca recente riporta alla ribalta un tema vergognoso, quello della privazione dell'acqua dall'abitazione ai cittadini morosi, assolutamente lontano da ogni barlume di umanità, equità e giustizia sociale. Il tema dell'acqua pubblica era stato riproposto dal nostro gruppo consiliare a marzo, con l'ennesima mozione bocciata dalla maggioranza, anche dai consiglieri di quei partiti, Rifondazione Comunista in testa, che si erano impegnati solo 2 anni prima nel comitato referendario per l'acqua pubblica. Nella mozione chiedevamo al Consiglio di impegnare la Giunta a intraprendere un percorso di trasformazione di Gaia Spa in una azienda speciale consortile di diritto pubblico strutturata in modo da garantire maggiori criteri di solidarietà nella gestione del servizio idrico integrato, nonché massima trasparenza, partecipazione e controllo. La gestione con società di diritto privato dell’acqua è fallimentare, i risultati economici e sociali dei poltronifici targati Pd e Pdl sono disastrosi, il prezzo dell’acqua di Gaia è tra i più alti in Italia». E chiedono al sindaco di Carrara «di attivarsi concretamente affinchè vi sia una svolta strutturale su questo tema e non un impegno caso per caso che evidentemente non risolve il problema».
Barbara Monaco
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