Il dolore
«Così a rimetterci è sempre il paziente»
Gianluigi Fondi (Tribunale del Malato): si parla di ripresa, ma a me pare che tutto sia approssimativo
MASSA. L’avvocato Gianluigi Fondi, presidente del Tribunale del malato, quando sente parlare di interventi posticipati, seppur non per patologie gravi, si allarma: «Mi auguro - questa è la sua speranza - che nessun paziente subisca conseguenze o disagi. Del resto - prosegue - durante la recente Conferenza dei servizi nessuno ha parlato di un blocco - anche se temporaneo - della day e week surgery. Ho l’impressione - tira le somme - che viga l’approssimazione. Proprio durante la conferenza si è ampiamente parlato di una ripresa della nostra azienda sanitaria, eppure noi continuiamo a raccogliere lamentele».
Argomento clou le liste d’attesa: «Sempre più persone sono costrette ad affidarsi alla sanità privata, soprattutto per prestazioni di diagnostica per immagini. Non tutti, però, considerata anche la crisi, può permettersi di pagare centinaia di euro per una tac o per una risonanza magnetica». Poi Fondi punta il dito sulla gestione dei reparti: «Esiste un problema di personale, in alcuni reparti gli operatori lavorano all’impazzata, ortopedia e neurologia - ne cita due - sono al collasso con dipendenti costretti a fare turni su turni. Mi sento di sottolineare l’impegno, la professionalità e il lavoro. I problemi, però, rimangono». Problemi - secondo Fondi - anche di approvvigionamento di materiale nelle sale operatorie: «So che gli stessi medici sono su tutte le furie. La gestione è nelle mani dell’Estav (ente di area vasta ndr), ma mi risulta che i problemi ci siano eccome. Ora - e conclude - arriva anche lo stop agli interventi programmati. Credo proprio che la sanità sia chiamata al cambiamento, vero che non è più possibile garantire tutto a tutto, ma ritengo - e lo sottolinea con forza - che non possa rimetterci sempre l’anello debole della catena». Il paziente, magari quello che i soldi per pagare il professionista privato non ce li ha.
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