Il Tirreno

Anti-erosione, via libera alla “fase due”

Anti-erosione, via libera alla “fase due”

Con la de-perimetrazione delle zone Sin possono partire i lavori fra Frigido e Lavello. Entro luglio le prime certezze

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. L’accordo “politico” c’è. Mancano tutti i passaggi tecnici (che non sono certo cosa da poco), ma la strada è spianata: il Sin verrà drasticamente ridotto e si trasformerà in Sir. Tradotto: le competenze riguardanti l’analisi dell’inquinamento e la bonifica dei 1.600 ettari della zona industriale fra Massa e Carrara, passeranno dal ministero dell’Ambiente alla Regione. Con diverse conseguenze ritenute positive: dallo snellimento e dalla velocizzazione delle procedure per la bonifica alla “liberazione” delle aree non industriali o produttive su cui finora è quasi impossibile costruire o fare interventi edilizi. Ma la riperimetrazione del sito di interesse nazionale consentirà anche di fare partire i lavori di difesa della costa (contro l’erosione) anche nella zona della Partaccia.

Nei giorni scorsi i sindaci Alessandro Volpi (Massa) Angelo Zubbani (Carrara) e il commissario della Provincia Osvaldo Angeli sono andati in missione al ministero dell’Ambiente a Roma per un incontro sul tema. E sono tornati soddisfatti: entro luglio partirà la conferenza dei servizi che definirà la ri-perimetrazione (definita “consistente”) del territorio che riguarderà, appunto, le aree residenziali, le aree marine e portuali e buona parte dell’area industriale.

Le nuove mappe del territorio con le indicazioni delle aree liberate e di quelle ancora da sottoporre a bonifica sono già quasi pronte. Anche se le amministrazioni e gli enti competenti non hanno ancora formalizzato le loro proposte. Secondo le indicazioni emerse, resteranno di competenza Sin, cioè del ministero dell’Ambiente, le aree ex Enichem, ex Ferroleghe e, forse ex Farmoplant. Cioè quei terreni che si ritiene abbiano subito contaminazioni da sostanze inquinanti più gravi ed estesi. Potranno invece partire con più facilità i progetti di insediamento-ampliamento della Iglom (in area Bario); della Sanac e della stessa Bario Solvay, da tempo bloccati. E potranno, soprattutto, consentire l’avvio della “fase 2” dei lavori anti-erosione. Interventi attesi, anche se è vero che la fase 1 del piano di difesa della costa, quello che riguarda la zona a sud del Magliano è tuttora che concluso e al centro di infinite polemiche legate all’efficacia degli interventi. Il progetto fra Frigido e Lavello esiste da tempo e prevede, fra l’altro, la revisione-ricostruzione delle scogliere anti-onde già esistenti; a gestirlo, indicendo le gare di appalto dovrebbe essere – se esisterà ancora – la Provincia. (c.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa