Il Tirreno

«Siamo esasperati dalla movida»

di Alessandra Vivoli

Dopo le minacce choc al titolare del Porfirio la lettera dei residenti: sopportiamo da anni, ora ci puntano il dito contro

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MARINA DI CARRARA. Dopo le minacce choc al titolare del Porfirio, uno dei locali della movida di Marina, intervengono i residenti. Quelli che, come l’uomo che ha dato in escandescenze sabato sera all’ora dell’aperitivo: «hanno le camere da letto sopra i preziosi amplificatori dei bar della zona».

Una lunga lettera in cui chi vive in zona movida mette nero su bianco la propria esasperazione. E annuncia di aver dato mandato per una denuncia di massa per i danni causati dalla perdita del sonno.

«Nessuno pensa o desidera che il suo locale non lavori ma tutti chiediamo che si renda conto di non possedere una discoteca ma bensì un bar - si legge nella lettera aperta dei residenti di via Rinchiosa - La reazione di uno di noi, per altro da tutti conosciuto come persona silenziosa e riservata, è dovuta ad una vera e propria esasperazione che come si sa può portare ad esprimersi con frasi e parole che in realtà non si pensano».

«Quello che più non si comprende è il perché il proprietario del bar continui a dire di non poter lavorare a causa delle lamentela sulla musica quando quello che dovrebbe vendere non è musica bensì bevande - continuano i residenti - La musica dovrebbe essere un lieve sfondo per cui nessuno si lamenterebbe, ma noi sfidiamo chiunque a resistere ogni fine settimana se non ogni giorno in estate, con un assordante sottofondo di "bassi" modello discoteca. Vorremmo tanto che per una sola volta si invertissero i ruoli per cui fosse lui a passare una piacevole serata insieme alla sua famiglia allietato da una musica ossessiva anzichè dormire!»

«Abbiamo cercato di risolvere la questione, che sta rendendo la nostra vita in quella che era una isola felice e che ore è un delirio, rivolgendoci alle autorità dell'amministrazione comunale e alle forze dell'ordine ma in assoluto senza ricorrere ad atti vandalici nei confronti del locale - proseguono - E lo possono dimostrare le ormai centinaia di telefonate in tarda notte alle forze dell'ordine. L'assurdo è che quasi, quasi passiamo dalla parte del torto». «Dopo anni di denunce, esposti raccolte firme (quasi trecento) e reclami di tutti i generi - scrivono i residenti di via Rinchiosa -lo sfogo verbale di un vicino ha quasi ribaltato la situazione; i responsabili di tutto il degrado e gli atti vandalici siamo diventati noi. Scusate ma non ci stiamo».

E la lettera continua.

«Un dirigente del comune dopo aver ricevuto un reclamo da parte di un residente gli ha risposto di cambiare casa che non ci sarebbe stato niente da fare - si legge - L'Arpat ha fatto in data 22 novembre 2012 accertamenti fonometrici sul bar Porfirio rilevando un elevato sforamento dei decibel fino alle 2 del mattino. L'Arpat ha sanzionato il bar e lo ha denunciato alla Procura della repubblica. La polizia e i carabinieri vengono chiamati diverse volte durante la notte ma non intervengono. E, infine, iIl comune ha inviato diverse lettere al Porfirio, dando al bar sette giorni di tempo per la rimozione dell'impianto sonoro che ha installato all'esterno del bar stesso; queste lettere risalgono a più di un anno fa. Il locale non ha ancora tolto le casse in questione».

E la questione approda alle vie legali.

«Diversi di noi hanno dato mandato ad un legale di fare denuncia alla Procura perché cominciano ad avere problemi di salute derivanti dalle notti insonni - si chiude la lettera - Noi sappiamo di essere ampiamente nella ragione e tutto questo verrà appurato prima o poi nella sede appropriata. Qualcuno ha la responsabilità di tutto questo e deve assumersele una volta per tutte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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