Il Tirreno

Nuove scosse e gente ancora fuori casa

Nuove scosse e gente ancora fuori casa

Il sindaco Ballerini: i problemi maggiori sono nelle frazioni e chi le abbandonerà non tornerà mai più a vivere a Casola

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CASOLA. «Le scosse di terremoto non ci danno tregua e, anche se di minor consistenza rispetto a quelle che hanno messo in ginocchio il comprensorio comunale, continuano a fare paura. Ho sempre sottocchio il computer per controllare la situazione, dato che ci sono ancora una ottantina di concittadini fuori casa, oltre a circa 120 abitazioni dichiarate inagibili».

Chiaro e sintetico il sindaco Riccardo Ballerini, nello stilare il computo dei danni causati dalle varie scosse sismiche che hanno flagellato la Lunigiana orientale, costringendo parte della popolazione ad abbandonare la propria casa.

Una lontananza che, secondo Ballerini, potrebbe causare un devastante depauperamento di una zona già scarsamente abitata, riducendo così ai minimi termini la popolazione casolina.

«Il sisma ha danneggiato in prevalenza le mura in pietra delle antiche abitazioni che formano le molte frazioni del Comune, non risparmiando però alcune isolate villette di recente costruzione - afferma Ballerini - e che in pratica fungono da seconda casa. Così il paese corre il serio rischio di perdere questi abitanti che, se costretti a sloggiare seppure provvisoriamente, potrebbero scegliere di trasferirsi altrove o, nel caso di chi viene quassù solo in vacanza, optare per altre mete. C’è da dire che molte delle persone costrette a restare fuori casa sono anziani, oppure giovani che lavorano lontano da qui. Per i primi, la vita diurna è rimasta più o meno quella di sempre: coltivano l’orto o stanno con gli amici, ma la sera devono andare a dormire sulle brande predisposte nella palestra comunale che, come le attigue scuole, è antisismica e quindi sicura. Si tratta di un sonno peraltro costellato da continue scosse di bassa magnitudo, ma pur sempre sufficienti a rievocare la paura. Durante la sua visita effettuata domenica scorsa, il vescovo Santucci ha detto ai casolini di rimanere uniti e io ho aggiunto “rimanete qui”. Per quanto riguarda i danni economici causati dal terremoto, al momento non sono in grado di fornire cifre dato che devo prima attendere le relazioni dei tecnici».

Visita di Claudio Morganti. L’europarlamentare indipendente dell’Eld è stato in visita nelle zone colpite dal terremoto. «La situazione - dice Morganti in una nota - è più grave di quella che si apprende dai media. È proprio per questo che mi auguro che le istituzioni quantifichino al più presto i danni con esattezza e diano una sistemazione ai molti sfollati che hanno trovato riparo nelle tende allestite dalla Protezione civile. Purtroppo lo sciame sismico continua e la preoccupazione dei cittadini è palese.reti ne sono la dimostrazione. Il reiterarsi di questa situazione potrebbe portare all’abbandono definitivo dei borghi storici, molti vistosamente danneggiati, con conseguente aumento del degrado. Per quanto di mia competenza darò il massimo aiuto, ma chiedo altresì al Governo e alla Regione Toscana di non dimenticare queste persone e i loro sindaci».

Fabrizio Palagi

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