Sicurezza
«Inutili e costose quelle due casse di esondazione»
I proprietari dei terreni lungo l’alveo del Canalmagro chiedono una modifica sostanziale del progetto
MONTIGNOSO. Anche 14 proprietari di terreni limitrofi al Canalmagro Fescione hanno presentato una osservazione per chiedere la modifica del progetto, firmato dall'ingegnere fiorentino Davide Settesoldi, di foce a mare (ma si ferma a trenta metri dalla battigia) del canale. Progetto per la messa in sicurezza idraulica dell'asse del Fescione contestato da Italia Nostra e anche dai balneari ma che piace al Comune perché risolverebbe i problemi della parte a mare.
La Regione ci crede, tanto che messo sul piatto tre milioni di euro ma giorno dopo giorno crescono anche le perplessità. Non c'è solo la questione del nuovo sbocco a mare: il progetto prevede anche la costruzione di due grandi casse di espansione (ovvero terreni da far allagare artificialmente in caso di piena) tra la via Stradavecchia Romana e la via comunale di Marina.
«Opere del tutto inutili - spiegano i proprietari dei terreni -in quanto già esistono due casse di espansione nel Comune di Massa, una sopra e una sotto l'Autostrada, che però non hanno mai funzionato perché e paratoie sono mal gestite. Non sarebbe allora più semplice e meno rovinoso per l'ambiente rendere funzionante il già esistente, anziché distruggere una delle poche aree verdi rimaste nella campagna di Montignoso, altamente urbanizzata, penalizzando ancora una volta i proprietari, la maggior parte dei quali, negli anni novanta, ha già subito espropri per l'allargamento del Fescione, il cui letto, infatti, è qui largo e profondo. E quanto costerà alla comunità, in termini di denaro, la realizzazione delle opere necessarie a far sì che le acque del Fescione, immesse nelle nuove casse di espansione, non lambiscano le case circostanti? E, in termini di impatto ambientale? E ancora: dove defluiranno le acque che qui si riversano dai terreni situati sopra e sotto Stradavecchia Romana?».
Così la protesta ma c'è anche una proposta. Perchè non spendere i soldi per una manutenzione migliore dell'alveo del fiume che ora e como di detriti?
«E ancora: anziché stravolgere, con un ulteriore intervento umano, perché non ripristinare interamente la situazione che si era creata negli anni, per non dire nei secoli, e cioè permettere al Fescione di ripercorrere a cielo aperto l'antica via verso il Fiume Versilia, demolendo le tubature che, partendo da Via lntercomunale, arrivano al Comparto 3 del Cinquale? E' qui, infatti, che, puntualmente, ogni anno, nel periodo delle grandi piogge, il Fescione (dopo aver accolto nel suo alveo le acque del Fosso del Sale), esonda. Viene il sospetto che si voglia trasferire a monte un problema che riguarda, invece, la zona litoranea, mancando la volontà di rimuovere le tombature che sono del tutto inadeguate. Va ricordato inoltre che, nel caso in cui l'alto livello del Fiume Versilia non permetta di ricevere le acque del Fescione-Fosso del Sale, sono stati già realizzati due "sfiori", uno alla foce del Fescione e l'altro in corrispondenza del Fosso del Sale, che dovrebbero eliminare l'acqua in eccesso e che però non funzionano, perché mancano le idrovore previste».
In sostanza i proprietari dei terreni invitano l’amministrazione comunale e gli organi competenti a rivedere il progetto, lavorando molto sulla drenaggio e la portata del fiume, magari allargando l’alveo dove possibile e certamente togliendo le tombature che restringono la portata nella parte a mare. E vedono come poco utile la mezza foce a mare: quei milioni, dicono in sostanza, meglio utilizzarli per altri interventi sempre sul Canalmagro Fescione.
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