Il Tirreno

Riciclaggio, stamani gli interrogatori dei cinque arrestati

Riciclaggio, stamani gli interrogatori dei cinque arrestati

Tutto ruota intorno all’ex direttore di banca Marco Lucchesi I difensori preparano il ricorso al tribunale del riesame

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MASSA. Oggi è la giornata degli interrogatori di garanzia. In Tribunale si presenteranno stamani i protagonisti, secondo l’inchiesta condotta dal pm Rossella Soffio, di una vicenda complessa di estorsione, sottrazione illecita di risparmi bancari, riciclaggio di denaro.

Inchiesta complessa condotta dagli uomini della squadra mobile di Massa diretta da Antonio Dulvi Corcione e dalla Guardia di Finanza comandata dal colonnello Giuseppe Autuori.

In carcere Marco Lucchesi, 49 anni, carrarino, ex direttore di banca (ha girato numerose filiali in zona) ritenuto dagli inquirenti l’uomo chiave dell’inchiesta e accusato di una sfilza di reati: quella di aver sottratto ad una cliente milanese quasi un milione di euro , riciclaggio di denaro, intestazione fittizia di rapporti bancari e anche tentata estorsione.

Era già in carcere il costruttore edile Stefano Di Ronza per una inchiesta della squadra mobile di Caserta sul clan dei casalesi. Di Ronza, ora in carcere a Prato, era stato arrestato nel febbraio scorso, poi il tribunale del riesame aveva ridimensionato le accuse annullando l’associazione a delinquere di stampo camorristico, l’accusa più grave nei suoi confronti. Ora lo si accusa, in sintesi, di aver aiutato Lucchesi che voleva spaventare la cliente che lo voleva denunciare. Furono esplosi infatti sei colpi di pistola contro la casa della donna ma le indagini hanno comunque chiarito che Di Ronza non è stato l’esecutore materiale. Allo stesso tempo secondo l’accusa Di Ronza aveva le conoscenze giuste per l’azione.

Altri tre dei dieci indagati sono agli arresti domiciliari: i fratelli Marco e Maruska Alibani,di 40 e 36 anni, imprenditori, e il commercialista Stefano Pezzica, 49 anni.

I loro difensori stanno preparando il ricorso al tribunale del riesame di Genova.

Sono tutti accusati di riciclaggio per aver favorito il drenaggio dei soldi che Marco Lucchesi avrebbe effettuato con molteplici operazioni bancarie fittizie per far sparire sia il milione di euro che gli aveva versato la donna milanese che un altro milione di euro derivato dagli affidamenti di scoperto che lui stesso autorizzava per una quarantina di correntisti inesistenti. Oggi dunque gli interrogatori di garanzia con gli indagati che potranno chiare la loro posizione davanti al gip Ermanno De Mattia.

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