Il Tirreno

Quel drappo che fa accorrere i fedeli

Quel drappo che fa accorrere i fedeli

Da quando è apparsa l’immagine (aprile 2012) chiesa sempre piena, e messe “carismatiche”

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MASSA. Non è Lourdes, non è Fatima, ma Canevara sta diventando una mèta di pellegrinaggi e preghiere frequentata da fedeli non solo della nostra zona ma di un buon pezzo d’Italia.

Tutto comincia il 14 aprile dello scorso anno, quando alcune parrocchiane preparano l’altare per una festa. Accanto ai tradizionali fiori, decidono di mettere anche un drappo, una scelta fatta senza troppo pensarci. Succede, però, che guardando le pieghe del velo si scorgono con una certa nitidezza, le sembianze di un volto umano. “È il volto di Gesù, è un segno divino quello che si intravede fra quelle pieghe”, esclamano molti fedeli. La voce si sparge, il parroco don Ernesto Zucchini frena, ma nello stesso tempo decide di non toccare quelle organze bianche e viola in cui si indovina il volto santo. Non un miracolo, nessuno lo sostiene, ma “un segno” che, come dice il vescovo della diocesi apuana Giovanni Santucci, i fedeli possono interpretare come manifestazione della benevolenza divina. Il miracolo, in realtà c’è stato: da allora la chiesetta di Canevara si è riempita come non mai. Alla tradizionale messa della domenica, don Zucchini aggiunge la celebrazione di un rito il giovedì sera, una messa speciale, di tipo “carismatico” dove la gente piange, va in trance. E ad ogni appuntamento, il pienone. Arrivano da tutta la Toscana, dalla vicina Liguria, dal Lazio e anche dalla Lombardia. Il drappo è fotografatissimo, le messe di don Ernesto sono un bagno di folla. Qualcuno “esagera”: un gruppo di fedeli dice di vedere nelle pieghe del drappo anche un frate con cappuccio e barba. La cosa non ha grosso seguito. Il volto santo, invece, resiste: le pieghe dopo oltre un anno non si sono mosse, il drappo non si è scollato dalla parete e i fedeli ci credono.

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