Sicurezza
Tarsu, accolto il ricorso della Porto spa
La Commissione tributaria: non è dovuta dalla società per il piazzale al varco di levante. In ballo 150mila euro, il Comune spedisce altre cartelle
CARRARA. Secondo la commissione tributaria di primo grado, non sono dovuti i 150mila euro della Tarsu, che sono diventati oggetto di contesa ai fini della tassa, fra Comune e Porto di Carrara spa, per il piazzale davanti al varco di Levante.
La commissione, sezione seconda, si è pronunciata il 17 giugno scorso con sentenza depositata il 28. Un punto a favore della Porto spa, che alle richieste del Comune di pagare la Tarsu, aveva opposto ricorso ritenendo di non doverla versare.
Le motivazioni della decisione sono queste: «Risulta accertato che le aree in questione siano adibite e utilizzate per il parcheggio di mezzi pesanti che stazionano in attesa di entrare in porto», «ma non vi è prova che tali mezzi facciano capo, o facciano capo esclusivamente, alla ricorrente», cioè alla Porto spa. La commissione accoglie il ricorso della società, stabilendo la compensazione delle spese di lite.
Secondo la commissione tributaria, «a nulla valgono la delibera comunale di autorizzazione a concedergliene l’uso o la richiesta di pagamento del canone di occupazione senza titolo, né la corrispondenza intercorsa fra le parti, o le richieste di utilizzo dell’area», e anzi, «dalla documentazione prodotta, appare evidente che l’accordo di concessione non è stato sottoscritto proprioa causa dell’occuopazione indiscriminata da parte di terzi di un piazzale e il rifiuto del Comune di accedere alla richiesta della ricorrente di imposizione di penali a chi appunto occupi abusivamente tale area». Insomma, non sarebbe la Porto spa a dover pagare la Tarsu.
L’amministratore delegato Paolo Dello Iacono e il vice presidente Filippo Nardi hanno commentano: «Prendiamo atto del verdetto. Certo, il Comune può ricorrere in appello, ma auspichiamo che tutta la questione possa chiudersi in via definitiva, attraverso il dialogo aperto». Di fatto, oltre alla possibilità dell’appello, la telenovela Tarsu è ancora sul tavolo per altri aspetti: «Infatti, – spiega Dello Iacono – ci è appena arrivata la cartella del 2013. Inizialmente ci furono chiesti 5 anni di Tarsu dal 2006 al 2011 (importo di 152mila euro), poi il Comune annullò l’atto. Ci arrivò quindi l’avviso di accertamento per il 2006 e la cartella esattoriale per il 2012. Impugnammo entrambi. Desideravamo chiarire la cosa stragiudizialmente, ma non fu possibile e andammo al ricorso. Poi ci è arrivato anche l’avviso di accertamento per il 2007, e a maggio abbiamo ripresentato un altro ricorso, per il quale non è ancora stata fissata l’udienza. E sono aperti i termini per il Comune per chiederci la Tarsu anche per il 2008, 2009, 2010 e 2011. Per quanto riguarda la cartella di accertamento del 2013, che ci è arrivata, dovremo impugnare anche quella. Insomma, noi speriamo che il contenzioso cessi».
Nardi e Dello Iacono fanno notare, a proposito di chi utilizza l’area (ad esempio, ora ci sono gli allestimenti degli stuntmen), che il Comune si è fatto pagare l’affitto del piazzale (una parte) per la collocazione dtemporanea del secondo megamodulo del Nuovo Pignone. «La ditta n che si occupa del trasporto ce lo ha già richiesto per il terzo modulo che dovrebbe essere collocato a fine luglio, per salpare dal porto in agosto. Bisogna guardare avanti, dialogando, mediando le rispettive ragioni».
L’amministratore delegato della Porto spa, sottolinea anche: «Siamo pure soci del Comune per le aree retroportuali, lo sviluppo passa anche attraverso le infrastrutture. Con il sindaco Zubbani c’è apertura al dialogo, anche per l’area retrortuale; e il Nuovo Pignone rappresenta una presenza per ritorni economici a Carrara e a Massa. Perciò non vorremmo battaglie né guerre, ma la sistemazione delle cose per il territorio, e nell’interesse economico. Siamo etichettati come “poteri forti”... ma qua c’è una sentenza della commissione tributaria (ovviamente appellabile) sulla Tarsu e sul piazzale davanti al porto: e di questa va preso atto».
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