Proteste
«Tares, pagheremo per la mala gestione»
Il consigliere Benedetti punta l’indice su Cermec e Asmiu. E i grillini parlano di «leggerezza»
MASSA. L’anticipo per la Tares entro il 5 agosto ma soprattutto la possibilità di una stangata per le famiglie a fine anno, preoccupa non poco l’opposizione. Movimento 5 Stelle e il consigliere comunale Stefano Benedetti annunciano battaglia. Anzi l’hanno già data nella prima riunione del consiglio comunale sul tema.
Sottolineano i grillini in una nota che «il documento portato in aula citava un fantomatico passaggio da una Commissione Bilancio che ancora non esiste. Abbiamo sottolineato l'errore di forma e di sostanza e il Consiglio ha dovuto emendare il testo. Si è fatto passare questo errore come una svista di un dirigente: quello che emerge palesemente è che sia stato fatto un "copia e incolla" con un atto della precedente Giunta. Il Movimento 5 Stelle non ha accettato questo pressapochismo e questa leggerezza nel portare in Consiglio un atto così importante per le tasche dei massesi che, a Dicembre, troveranno il regalino di Natale nelle bollette Tares. Possiamo attribuire all'ingenuità o all'inesperienza una svista del genere? Volevamo credere che cinque anni trascorsi da assessore per il Sindaco e molti anni di esperienza consiliare per alcuni membri della sua giunta e per molti consiglieri di maggioranza, potessero garantire una maggior dimestichezza in questi passaggi. Soprattutto quello chiediamo è un rispetto maggiore per i cittadini che ci hanno eletto per amministrare, con attenzione e meticolosità, la cosa pubblica. Soprattutto quando si è fatto dell'esperienza e della competenza un cavallo di battaglia in campagna elettorale».
Benedetti ha votato contro il provvedimento. «I cittadini sono obbligati a pagare un cospicuo aumento del tributo sui rifiuti, a fronte di servizi scadenti offerti dalle aziende pubbliche come Asmiu, incapace di garantire la pulizia della città e il regolare ritiro dei rifiuti dai cassonetti, oltre, naturalmente, al fallimento della raccolta differenziata - afferma Benedetti - I massesi pagheranno un tributo troppo alto a causa della mala gestione delle aziende pubbliche. Un esempio ci è dato dal buco Cermec ( fallimento operazione Errerre, impianto compost, basso conferimento dei rifiuti ), contrastato in questi anni dal direttivo con l' aumento sproporzionato del prezzo di conferimento, che, attualmente, è fissato in 174 euro a tonnellata e quindi del tutto fuori mercato, se consideriamo che la concorrenza privata applica tariffe che variano tra i 100 e i 130 euro».
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