Il Tirreno

«Ma quelle denunce sono troppo tardive»

L’avvocato Rinaldo Reboa assiste il bancario Marco Lucchesi: «Ci contestano assegni del 2006...»

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CARRARA. Tutte persone conosciute, i carraresi coinvolti nell’inchiesta della Procura. Marco Lucchesi, 49 anni, è stato in olti istituti bancari, sempre a contatto con il pubblico. L’avvocato difensore, Rinaldo Reboa, non ha dubbi: «E’ stato anche premiato con encomio quale dipendente modello, in passato, sono certo che ogni accusa si sgonfierà». Il legale del bancario ricorda: «Su vicende analoghe vi sono aperti anche dei procedimenti civili, e in tutte le banche si sono costituite per contestare le richieste della signora che ora ci denuncia. E’ ovvio - aggiunge - che la nostra posizione sarà articolata davanti al giudice, ma c’è un aspetto che, credo, balzi agli occhi: tutte queste decine di assegni che sono contestati, risalgono a diversi anni addietro; in tutto questo tempo, e appunto, per anni, la signora ha continuato a frequentare quasi giornalmente gli istituti di credito in cui lavorava il mio assistito: le sue denunce sono quanto meno tardive, al di là del merito delle stesse che sono convinto di dimostrare infondate. Perché ha aspettato tutto questo tempo? Credo sia la domanda base».

Bancario conosciuto, Marco Lucchesi, e sicuramente commercialista e professionista conosciuto Stefano Pezzica, nato e cresciuto a Carrara, in pieno centro - ha giocato a lungo a basket - e poi trasferitosi ad abitare a Massa, ai Quercioli. L’avvocato Stefano Persiani, che ne ha assunto la difesa, sta studiando con attenzione le carte, e in giornata preparerà l’interrogatorio del suo assistito. Stefano Pezzica era stato nominato nel 2009 amministratore unico della società Biancospino srl, la ditta aveva sede a Carrara in via Piave n. 26, poi ne è stato dichiarato il fallimento (curatore fallimentare, nominata a dicembre del 2012, la dottoressa Mara Fabiani con studio a Massa); la società aveva in gestione una cava sulla Brugiana a Massa, Stefano Pezzica, oltre ad essere amministratore unico, aveva anche delle quote (il 10 per cento); il trenta per cento della società era di Maruska Alibani, sorella di Marco Alibani, e il 40 per cento di Tiziana Genovese, moglie di Marco Lucchesi.

Lo stesso Stefano Pezzica è tuttora amministratore di una società immobiliare di Montignoso in cui figura come proprietaria di quote la signora che ha sporto denuncia, la società si chiama La Rondine; la signora ne ha il 5 per cento, al pari dello stesso Pezzica, ma anche Tiziana Genovese ne ha una quota. La Rondine non è assolutamente toccata dall’inchiesta, la nomina degli amministratori è dell’agosto 2012.

I fratelli Alibani, da sempre nel settore della trasformazione del lapideo, attraverso la Biancospino si erano avvicinati al mondo dell’estrazione, ma le cose non sono andate per il meglio. Saranno interrogati anch’essi domani. L’avvocato Andrea Lazzoni non anticipa nulla: «Già un anno fa Marco Alibani era già stato interrogato, ed era stato secondo me esaustico. Però quello che diremo al giudice non lo posso certo anticipare».(m.b.)

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