Sicurezza
Argini, la parola al tribunale delle acque
AULLA. Non può essere il Tar a decidere sul ricorso presentato da un gruppo di cittadini sui nuovi argini del Magra, ma il tribunale superiore delle acque pubbliche. Così i giudici amministrativi...
AULLA. Non può essere il Tar a decidere sul ricorso presentato da un gruppo di cittadini sui nuovi argini del Magra, ma il tribunale superiore delle acque pubbliche. Così i giudici amministrativi hanno risposto al ricorso proposto da Roberto Paolo Biagini, Adelia Musetti, Dario Adriano Baldassini, Monica Mondini, Fabio Mondini, Renata Baccini, Paolo Di Marco, Sabrina Murena, Giuseppe Argento, rappresentati e difesi dall'avv. Daniele Granara. Il ricorso era contro la Provincia di Massa-Carrara, rappresentata e difesa dall'avv. Carlo Lenzetti; contro la Regione Toscana; contro il Comune di Aulla, rappresentato e difeso dall'avv. Paolo Carrozza; contro la Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana, Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara; e contro Comune di Licciana Nardi, Autorità di Bacino del Fiume Magra, Unione di Comuni Montana Lunigiana, Asl 1 - Massa Carrara, Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) - Toscana. Obiettivo, annullare la determinazione del dirigente del Settore Ambiente-Energia della Provincia di Massa-Carrara, con cui si annunciava la conclusione del procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) per il progetto di adeguamento del muro d'argine in sinistra idraulica del Fiume Magra nel tratto compreso fra le confluenze con il Taverone e l'Aulella, Comune di Aulla; in particolare, nella parte in cui ha localizzato la stazione di sollevamento nell'area cosiddetta "dell'ex Mattatoio comunale", nelle vicinanze del ponte per Podenzana. Ma il Tar, come detto, non se ne può occupare: la giurisdizione di legittimità in unico grado attribuita al Tribunale superiore delle acque pubbliche si estende anche ai provvedimenti che siano caratterizzati dall'incidenza diretta sulla materia delle acque pubbliche.
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