La manifestazione
Cinquale, spiagge semi deserte
Ombrelloni tutti prenotati ma pochissimi bagnanti. I balneari preoccupati: non incassiamo un euro
MONTIGNOSO. È una stagione di ordinaria follia quella che stanno vivendo gli stabilimenti balneari del Cinquale: gli ombrelloni sono tutti prenotati, ma ancora non si vede nessuno (o quasi) in spiaggia. Immuni, e si spera a lungo, dal problema dell’erosione della spiaggia, che – viceversa – sta mettendo in ginocchio i colleghi massesi, i titolari dei bagni montignosini non sono immuni da tutto il resto. In primis, ormai è un dato strutturale, c’è la crisi economica che ha fatto accorciare le vacanze degli italiani, diventate ora “mordi e fuggi”, concentrate nei fine settimane e non più spalmate su tutta la stagione. A questo si aggiunge il maltempo che ha, di fatto, posticipato di un mese l’inizio dell’estate. E adesso, come ironia della sorte, il terremoto, che non invoglia certo a venire al mare nella costa apuana. O forse, più che il terremoto stesso, a fare un po’ di – involontario- terrorismo psicologico, e quindi ad inibire i turisti, sono stati i vari tweet e i numerosi post su facebook che da ormai due settimane intasano i social network. “Terremoto al Cinquale, la gente scappa dalla spiaggia”, si legge sui social network, ed ecco fatto che i turisti hanno una ragione in più per starsene a casa. Il risultato uno solo: a stagione estiva ormai più che avviata, gli ombrelloni rimangono vuoti.
«Non c’è assolutamente nessuno in spiaggia, potrei tenere anche chiuso lo stabilimento – commenta Eleonora Cagetti, del bagno Giuliana – Io ho anche una pizzeria e posso assicurare che non è mai andata così male: non c’è nessuno in giro. Se si continua a incutere paura con il terremoto, non vediamo nessuno. Il fine settimana si riprende un pochino ma non come le altre stagioni».
«I nostri clienti stagionali non sono ancora arrivati – racconta Patrizia Zampolini, del bagno Alpemare – ed è strano. Gli ombrelloni sono prenotati ma non si lavora. Il ristorante si riprende un po’ il sabato e la domenica, ma non molto per essere luglio».
Il novanta per cento della clientela montignosina è infatti clientela italiana – per lo più toscana ed emiliana – che quindi è molto sensibile alla tematica terremoto. Solo un dieci per cento è straniera – in particolare tedeschi – che rappresenta al momento l’unica fonte di guadagno dei balneari. Come sempre, però, piove sul bagnato. Negli ultimi anni, infatti, era già calato il lavoro negli stabilimenti balneari del Cinquale. Calo determinato soprattutto dal risparmio dei clienti su ristorante e bar, e che aveva portato con se’ anche una drastica riduzione del personale.
«Ho dovuto dimezzare il personale – continua Eleonora – perché non si lavora. Piuttosto cerchiamo di lavorare più noi di famiglia». «Ho cercato di tenere gli stessi dell’anno scorso – aggiunge Patrizia – ma non è stato facile. Ne ho uno in meno, in tutto ora sono sei più qualcuno con il contratto a chiamata che chiamo quindi solo in caso di necessità».
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