Sicurezza
Sì alla ztl in centro storico ma inizio a piccole dosi
La proposta di Confcommercio: cominciamo a chiudere solo in certi orari Gli operatori chiedono parcheggi ed eventi che spingano a scoprire la città
MASSA. La ztl è tema d’attualità. L’amministrazione si mette al lavoro, disegna un progetto, pensa a varchi e telecamere. E commercianti e residenti si fanno avanti: una proposta su cosa e come fare loro ce l’hanno e vogliono avanzarla.
Ti concedi un’ora di shopping a Sarzana, curiosi tra le gallerie d’arte a Pietrasanta e ti fai l’idea che la ztl sia davvero una bella soluzione. Per il commercio e per la qualità di vita cittadina. Vero, ma disegnarla ed istituirla una zona a traffico limitato non è cosa da ragazzi. Una ventina di residenti ha già preso carta e penna e scritto al sindaco, adesso anche negozianti ed esercenti - almeno quelli aderenti a Confcommercio - dicono la loro: istituzione graduale della zona a traffico limitato.
Ztl, ma a piccoli passi. Evitiamo il passaggio netto - questo il concetto - ad un centro storico chiuso 24 ore su 24, sette giorni su sette. La gradualità - ne sono convinti gli operatori - permetterebbe anche ai massesi di familiarizzare con una nuova dimensione di città. Insomma, un “no” ad una terapia d’urto. Esplicita il concetto Umberto Sarto (Confcommercio): «Credo che la soluzione migliore sia procedere per gradi. Soluzione - puntualizza - che consentirebbe anche di verificare l’impatto della chiusura su cittadini e operatori». Nessun ostracismo, dunque, ma il rifiuto per “il tutto e subito”.
Una città che bandisce le macchine piano piano. Prima la sera, poi anche nel tardo pomeriggio, poi tutto il giorno. Progressività non soltanto nell’orario, ma anche nei periodi. La domanda di Sarto è eloquente: «Il 5 novembre - sceglie una data - alle 16,30 in via Alberica, all’interno della ztl, chi c’è?». Del resto nella risposta a quella domanda è contenuta la vera sfida: chiudere il centro per richiamare gente. Anche e soprattutto con eventi.
La gradualità - questo l’altro argomento dei commercianti - faciliterebbe anche il perfezionare del progetto. In termini di iniziative, certo, ma anche di parcheggi. Il concetto è chiaro: non entro in centro con l’auto, ma da qualche parte devo posteggiare.
Vero però che i massesi all’idea di ztl, in qualche modo, si sono abituati: seppure una zona a traffico limitato davvero strutturata non ci sia, ci sono comunque parecchie strade con un bel divieto di sosta e di transito. C’è anche, ad onore del vero, qualche ibrido. Un esempio è piazza Mercurio: piazza chiusa e bambini che saltellano, ma strada aperta con tanto di auto che transitano a tutte le ore.
I nodi da sciogliere. L’amministrazione è al lavoro. Punta ad istituire la ztl ad ottobre. C’è ancora parecchio da fare. Punto primo: confronto e concertazione con cittadini e residenti. Poi rimangono alcuni aspetti tecnici da chiarire. Dalla viabilità per i residenti al Castello, alla questione degli accessi. La precedente amministrazione non ha vinto il bando regionale per finanziare varchi e telecamere. E il comando municipale conta su 57 vigili, metterne uno ad ogni entrata - il comandante Santo Tavella lo ha spiegato più volte - significa sottrarre personale da altri servizi. Senza dimenticare il nodo farmacie e studi medici. Chi entra in ztl per una medicina o una visita urgente certo non vuole beccarsi una bella multa. Insomma, la partita è aperta. E sul tavolo c’è già una proposta concreta, targata Confcommercio: zona a traffico limitato sì, ma a piccole dosi.
Chiara Sillicani
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