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L’Arpat: il depuratore? Così non va

L’Arpat: il depuratore? Così non va

L’agenzia per l’ambiente: per evitare problemi di balneabilità, o investimenti pesanti o ancora meglio sostituirlo

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CARRARA. Ci sarebbe un modo per evitare in futuro il ripetersi di problemi di balneabilità: fare forti investimenti o sostituire il depuratore della Fossa Maestra. Lo scrive l’Arpat, l’agenzia per la protezione dell’ambiente: «Per ottenere uno stabile miglioramento della risposta del depuratore, gestore ed amministrazioni dovrebbero intervenire, con consistenti investimenti, sia sulla rete fognaria, che raccoglie acque bianche in quantità difficilmente gestibili, sia sull’impianto stesso con interventi anche strutturali volti ad un rinnovamento completo dell’impianto».

Questa valutazione drastica arriva al termine di una lunga analisi sulla situazione della zona vicina alla foce della Fossa Maestra e del depuratore “Fossa Maestra”, analisi svolta dall’Arpat a seguito dei divieti dello scorso mese di giugno, e in cui si mette in evidenza il legame fra aumento dell’escherichia coli e i problemi del depuratore. Innanzitutto, l’Arpat ribadisce che nel tratto di mare compreso tra la foce del Parmignola e la foce della Fossa Maestra vige un divieto di balneazione permanente. L’area di balneazione nella Regione Toscana, più prossima al divieto permanente “Foce Parmignola-Fossa Maestra” è “Marina di Carrara ovest”; sulla base degli esiti analitici dei campionamenti routinari, risultati non conformi lo scorso 10 giugno, Arpat aveva fatto la comunicazione al sindaco che infatti emise un’ordinanza di divieto temporaneo: i campionamenti suppletivi hanno permesso di ripristinare la balneabilità.

Ed eccoci al nodo del depuratore. La zona soggetta al divieto permanente di balneazione è prossima alla foce del torrente Parmignola in cui scarica, circa 600 metri a monte della foce, il depuratore “Fossa Maestra”, depuratore di acque reflue urbane con più di 50.000 abitanti equivalenti, gestito da Gaia. Il depuratore è autorizzato dalla Provincia di Massa- Carrara con atto del 19 settembre 2006, ed attualmente sono in corso le operazioni per il rilascio della nuova autorizzazione provinciale. Lo scarico del depuratore Fossa Maestra è “campionato” mediamente 2 volte al mese; salvo casi eccezionali, il campionamento dello scarico del depuratore viene eseguito con un campionatore automatico, impostato e sigillato dai tecnici dell’Agenzia, nelle 24 ore, prelevando ogni ora una determinata quantità di liquido che poi viene mescolata e ripartita nei contenitori destinati al laboratorio di analisi Arpat. Quando il risultato analitico non è conforme a quanto previsto dalla legge, viene elevata la sanzione amministrativa.

Nel 2012, dopo l’alluvione che aveva pesantemente coinvolto il depuratore e la zona dintorno, i campionamenti sono stati sospesi, anche in considerazione del fatto che erano già stati effettuati 26 controlli contro i 24 minimi previsti. Per il parametro Escherichia Coli (E.Coli) è indicato dalla norma un valore “consigliato” pari a 5000 Ufc (unità formanti colonia) ogni cento millilitri. Nel corso del 2011 e del 2012, il parametro E.Coli è stato superato quasi sempre a partire dal giugno 2011, e si è verificato che in alcune occasioni raggiungesse valori superiori di decine o centinaia di volte il valore consigliato. Dopo la ripresa dei controlli nel 2013, il fenomeno si è fatto più frequente ed anche più cospicuo. L’aumento considerevole dell’E.Coli nello scarico e quindi nel Torrente Parmignola può avere come conseguenza l’aumento del medesimo parametro anche in mare, nei punti di prelievo per il controllo della balneazione, visto il breve tratto che separa lo scarico dal mare. Il collegamento tra il funzionamento del depuratore e la qualità delle acque di balneazione è registrato anche dagli esiti dei controlli effettuati da Arpa Liguria, di cui il torrente Parmignola segna il confine. Sono state fatte anche analisi a monte dello scarico del depuratore che mostrano l’assenza di contaminazioni nelle acque del Torrente. Sottolinea Arpat: «L’elevato valore di E.Coli si rileva in periodi di abbondanti piogge, cui corrisponde un notevole aumento della portata al depuratore per via della immissione di acque bianche nella rete fognaria che, per non compromettere la funzionalità dell’impianto, sono compensate con l’apertura del bypass presente dopo la grigliatura primaria. L’apertura del by-pass in condizioni di emergenza è prevista dalla legge e deve essere tempestivamente comunicata alle autorità preposte al controllo; l’apertura del by-pass in condizioni non emergenziali, che è stata riscontrata in occasione di alcuni controlli, è stata sanzionata come previsto dalla norma». La soluzione? Investire molti soldi nel depuratore o rifarlo.

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