Il Tirreno

Il mercato torna a casa Banchi in centro città

Il mercato torna a casa Banchi in centro città

L’amministrazione sta valutando il progetto, serve il via libera dei pompieri. A breve l’incontro con gli ambulanti

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È quasi un’equazione: piazze nuove e liberate dalle auto, centro storico chiuso e mercato che torna alle origini. Del resto chi vende- da che tempo è tempo - sta nel cuore della città. Gabriele Carioli, assessore alla attività produttive, non lo nega: sul ritorno del mercato in centro l’amministrazione si è messa al lavoro. Anche se - e lo sottolinea con forza - deve aprirsi il tavolo della concertazione. Insomma, i diretti interessati, quelli che il mercato lo fanno ogni martedì, devono essere coinvolti, da protagonisti, in un percorso condiviso, farsi avanti e dire la loro.

Non soltanto, qualsiasi sia la dislocazione di banchi e banchetti in centro, i vigili del fuoco devono passare al setaccio progetto e pianta e dare il via libera. Un’attenta valutazione della sicurezza e degli spazi per interventi di emergenza. Ancora tanti i “se”, ma rimane l’evidenza dell’intenzione politica: riportare in città il mercato dopo il “trasloco” lungo viale Roma. Trasloco dettato dalla necessità di liberare piazza Aranci e Mercurio per i lavori. Adesso che quegli spazi sono stati completamente recuperati, il ritorno dei banchi nel centro storico diventa tema d’attualità. Con gli immancabili “pro” e “contro”: per commercianti e operatori il martedì vivacizzato dal mercato è una delle poche occasioni - in tempo di crisi - per battere qualche scontrino in più. Ma non mancano gli ambulanti a cui stare lungo viale Roma piace e per un motivo semplice: il mercato è raccolto e - immediata conseguenza - non ci sono venditori che godono di posizioni privilegiate rispetto ad altri. Non solo, piazza Aranci è diventata “salotto” cittadino, secondo molti inadatta ai banchi. Del resto, distribuirli come prima del trasferimento significherebbe riportare il mercato alla disarticolazione e disomogeneità.

Non è esculsa, però, l’ipotesi di un disegno nuovo che partendo da viale Eugenio Chiesa (su tutte e due le carreggiate), risalga fino a Largo Matteotti e quindi a via Cavour.

Amedeo Guadagnucci, ambulante, nel consiglio provinciale di Confcommercio, sa che «l’intenzione politica c’è» e che «dovrebbe aprirsi a breve il tavolo della concertazione». Tornare in centro è un’ipotesi «da valutare», ad una condizione, però: che l’intero mercato, diversamente dagli anni passati, sia ben articolato nel cuore cittadino, disegnato nel segno della continuità».

Insomma, il cliente non può saltellare da una parte all’altra per fare spese, ma deve essere guidato in un percorso che dia pari dignità ai banchi. Per valorizzare le potenzialità commerciali, non soltanto degli ambulanti, ma dell’intero centro.

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