Il dolore
Pulizie, Dussmann conferma: via in 14
Esuberi da Massa alla Lunigiana, i sindacati contrari a un taglio di ore trasversale, la parola adesso alla politica
CARRARA. Dopo una lunga trattativa, Dussmann srl rigetta definitivamente la mediazione proposta dai sindacati e conferma la messa in mobilità di 14 dipendenti equivalenti full time.
La palla ora passa nelle mani della Provincia: l’appello delle lavoratrici: «La politica ci dia una mano».
E’ saltato definitivamente il confronto tra Dussmann srl e sindacati sulla vertenza innescata dall’apertura delle procedure di mobilità per 22 dipendenti del colosso delle pulizie sanitarie.
L’annuncio risale al 21 maggio scorso e dopo un mese e mezzo di trattativa, il tavolo si è chiuso con la conferma da parte di Dussmann di 14 mobilità. Per sei settimane, Stefano Nicoli di Filcams Cgil, Roberto Catelani di Fisascat Cisl e Silvio Cerù di Uiltucs Uil, insieme alle rsa dell’azienda, hanno tentato in tutti i modi di scongiurare i licenziamenti, chiamando in causa anche la dirigenza di Asl1 per dimostrare, carte alla mano, che la spending review dell’Azienda Sanitaria Locale - quantificabile in un 6-7% del fatturato Dussmann – non giustificava le 22 mobilità aperte dalla srl. Inutili anche le iniziative di mobilitazione messe in atto dai lavoratori, che in queste sei settimane hanno organizzato scioperi e presidi, sono intervenuti in consiglio comunale a Carrara, hanno incontrato i sindaci di Massa e di Carrara e hanno perfino “ripulito” simbolicamente il muro del “Monoblocco”, denunciando a più riprese che i taglia agli appalti delle pulizie rischiano di intaccare l’igiene degli ospedali e, di conseguenza, la salute dei pazienti. Dopo una girandola di incontri e mobilitazioni, però ieri mattina Alessandro Longo, Teresa Freda e Fabio Barsotti di Dussmann srl hanno confermato «che non esiste alternativa alla procedura di licenziamento collettivo»: unico spiraglio aperto dalla srl una proposta di “rideterminazione dell’organizzazione con un collettivo e corale ridimensionamento degli individuali parametri (…)” che “permetterebbe la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”.
Come a dire che le 560 ore di esubero individuate dalla società, avrebbero dovuto essere spalmate tra tutti i 168 dipendenti, con una sorta di “taglio trasversale” che avrebbe implicato una riduzione per tutti dell’orario di lavoro, ma anche e soprattutto della busta paga. Una soluzione questa che però sindacati e rsa hanno giudicato insostenibile: «Quasi tutti i dipendenti sono part-time, già guadagnano poco, se si tolgono loro altre ore, non ce la fanno a vivere» ha dichiarato a nome delle parti sociali Silvio Cerù di Uiltucs Uil, spiegando che per salvare posti di lavoro e stipendi, Dussmann avrebbe potuto ricorrere ai contratti di solidarietà. Ma la srl, come detto, ha risposto picche, confermando l’apertura di 14 mobilità equivalenti full time, di cui 4 tra i dipendenti che operano nel complesso ospedaliero di Massa (Civico, Opa e Distretti), 4 a Carrara (Ospedale e Distretti), 2 all’ospedale di Fivizzano, 2 a quello di Pontremoli e altri 2 nei distretti della Lunigiana.
Una procedura di mobilità destinata però a riguardare ben più di 14 dipendenti - almeno una trentina secondo i sindacati - visto che la maggior parte dei contratti è part time.
Sancito, ufficialmente, il naufragio della trattativa sindacale adesso la speranza dei lavoratori è tutta nelle istituzioni: i sindaci di Massa e di Carrara sono informati della situazione e da oggi la Provincia avrà 30 giorni per convocare un tavolo e trovare una soluzione. La speranza, dicono le lavoratrici - quasi tutte donne, molte sole e con figli a carico - «è che questa volta la politica ci dia davvero una mano».
Cinzia Chiappini
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