Il Tirreno

«Il mio futuro nell’audioprotesi»

«Il mio futuro nell’audioprotesi»

La storia anti-crisi di un giovane tecnico dell’udito: vorrei anche assumere, ma...

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MASSA. La mancanza di lavoro, soprattutto per i giovani è uno die problemi più dolorosi che affliggono i nostri tempi. Ed è anche una delle priorità sociale da risolvere.

Ma c'è qualche giovane che, nonostante le difficoltà e la crisi, è riuscito a ritagliarsi una professionalità che gli concede previsioni incoraggianti. Simone Antonioli, classe 1981, laureato in tecniche audioprotesiche ed audiometriche con master in management delle professioni sanitarie tecnico-diagnostiche è uno di quelli che “ce l’ha fatta” o, perlomeno, è in vista del traguardo. «Ho aperto un piccolo studio in città nel 2009 – ci racconta – dopo aver completato il tirocinio presso una nota azienda locale. Mi occupo principalmente di applicazione delle audioprotesi e tecniche collaterali. Ovvero impianto e controllo di apparecchiature per risolvere problemi di udito. Sono convenzionato con Asl e Inail per cui gran parte del mio lavoro viene svolto con quei pazienti che hanno subito menomazioni per motivi di età o di lavoro, anche se non mancano casi, peraltro rari, di interventi su popolazione più giovane. Uno degli interventi che contraddistingue la mia professionalità è il controllo del fenomeno cosiddetto di acufenia ovvero l'instaurarsi di disturbi (soprattutto fischi) persistenti che talvolta pregiudicano anche la qualità della vita. Tramite un “arricchimento sonoro” è possibile contrastare questo fastidiosissimo problema e restituire ai pazienti la serenità perduta». Simone ha lo studio in via Palestro in centro e la sua azienda si chiama Audiophon. Ha recentemente aperto anche una succursale a Viareggio (con un socio) per agevolare le tantissime visite di pazienti provenienti appunto dalla Versilia. «Sono attualmente molto impegnato, e ne sono ovviamente soddisfatto. Avrei necessità anche di assumere, ma per il momento temo di espormi troppo con le spese di gestione, e mi limito solamente a seguire un paio di tirocinanti. Abbiamo recentemente acquistato una nuovissima apparecchiatura che ci apre alcuni importanti settori dell'audiometria e audioprotesi. Si tratta dell’Aurical ovvero una macchina che effettua misurazione in vivo della qualità e quantità della ricezione acustica su dispositivo indossato. E poi - conclude Simone - c'è anche l'aspetto umanitario che mi dà grandi soddisfazioni. Ed una di queste è la commozione che qualche paziente anziano ha provato nel momento in cui sono riuscito a ridargli l'udito. E vi assicuro che le lacrime di gioia di questi vecchi sono lo stimolo più convincente nel prosieguo della mia professione». ((c.c.)

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