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«Questo evento ha risvegliato la solidarietà e la fratellanza»

«Questo evento ha risvegliato la solidarietà e la fratellanza»

FIVIZZANO. «Se non altro il terremoto ha risvegliato una solidarietà, un impegno ed una fratellanza ammirevoli». Questo il commento di don Guido Ceci, parroco a Monzone. La situazione anche quiè...

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FIVIZZANO. «Se non altro il terremoto ha risvegliato una solidarietà, un impegno ed una fratellanza ammirevoli».

Questo il commento di don Guido Ceci, parroco a Monzone. La situazione anche quiè pesante, con cinquanta persone in più che si sono riversate nelle tende del campo di accoglienza dopo le scosse di domenica scorsa.

Da quelle parti solo le chiese di Equi Terme e di Monzone Basso restano agibili, benché chiuse.

Così la messa viene celebrata direttamente al campo, tutti i giorni, in modo da stare più vicini a tutte quelle persone che ora hanno bisogno di supporto. D'altronde, come dice il parroco: «Siamo tutti nello treno».

Intanto a Casola, don Daniele Arcari cerca di sdrammatizzare la situazione con gli abitanti per paura che dall'allarme nasca una vera e propria ossessione. «Le chiese sono tutte chiuse e solo quattro, una volta terminate le scosse, potranno essere riaperte più facilmente» dice il parroco di Casola, il cui pensiero va tuttavia al "dopo terremoto". Ben 25 edifici religiosi della zona sono inagibili e chiusi, da oggi i Vigili del Fuoco provvederanno a spostare le opere d'arte nelle parrocchie sicure o nel Museo Diocesano di Pontremoli, operazione che richiederà un paio di settimane. «Si tratta di statue in marmo, altari lignei intagliati, tele, cornici che ora sono in balia dei calcinacci e che rischiano di essere seriamente danneggiate» commenta Don Luca Franceschini, direttore della Diocesi ma precisa: « lo spostamento sarà temporaneo, è una misura di messa in sicurezza delle opere più importanti».

Appello per la chiesetta di Santa Margherita. E, intanto, i cittadini della frazione di Regnano Il Castello lanciano un pubblico appello per la ricostruzione della chiesa di Santa Margherita, che risale al mille circa.

Fu danneggiata già nel terremoto del 1920, poi era rimasta senza tetto, l’ultima messa risulta celebrata trent’anni fa; nel piazzale antistante la chiesa – che era a due navate, una rarità per l’epoca – il gruppo Anno Domini fece celebrare la messa anche due anni fa.

Ma adesso è distrutta.

Da qui l’appello a istituzioni, privati, associazioni, a voler aiutare il paese a ricostruire. La zona del Castello, dalla chiesa in giù, è tutta inagibile: Regnano è forse il paese più colpito dal sisma.

Tutti coloro che fossero interessati possono contattare la Compagnia del Guiterno su Facebook, oppure seguire la pagina “cronache da un non terremoto”, sempre su Facebook curata da Annalia Mattei oppure regnanoannodomini@yahoo.it .

Chiara Piotto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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