Il Tirreno

Case vuote, torna l’allarme sciacalli

di Alessandra Vivoli
Case vuote, torna l’allarme sciacalli

A Fivizzano mille richieste di verifica di agibilità per le abitazioni. A Casola arriva la psicologa: in 160 dormono in palestra

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FIVIZZANO. «Temo che i 5 milioni di euro promessi non basteranno»: lo dichiara il presidente della Regione, Enrico Rossi, all’indomani di una giornata, quella di domenica, di nuovo difficile per la Lunigiana alle prese con uno sciame sismico da incubo.

Rossi: 5 milioni non basteranno. «Non voglio certo polemizzare con Franco Gabrielli, ma il continuo sciame che colpisce Lunigiana e Garfagnana fa inevitabilmente aumentare l’entità dei danni - dichiara Rossi - quando le scosse finiranno, dovremo fare i conti e temo che i cinque milioni di euro annunciati non basteranno». Il presidente ha anche dato mandato alla struttura regionale di studiare modalità nuove per verificare quanto sia possibile fare, in tempi di “vacche magre” per la finanza regionale, con l’obiettivo di sostenere gli sforzi dei soggetti privati davanti alle necessità di intervenire sul patrimonio edilizio nelle zone danneggiate da eventi sismici.

A Casola arriva la psicologa. E intanto a Casola ieri mattina è arrivata la psicologa. Il sindaco, Riccardo Ballerini, ne aveva chiesto il supporto già prima dell’ultima emergenza. Quella scossa 4.4 di domenica pomeriggio che ha fatto ripiombare la Lunigiana nella paura: «Proprio quando, dopo undici giorni di apprensione - dice il primo cittadino di Casola - l’emergenza sembrava finita». «L’aiuto della psicologa è davvero importante in questo momento - spiega il sindaco Ballerini - la gente è spaventata e comincia anche a demoralizzarsi perchè di questo sisma non se ne vede la fine. Dopo le scosse di domenica, soprattutto dopo quella del pomeriggio, la più forte, in 160 sono tornati a dormire nella palestra e nei centri di prima accoglienza. E in tanti si sono attrezzati con le tende nel giardino di casa, in macchina o nelle roulotte». Ma non è solo la paura a far uscire la gente dalle abitazioni: «Fino a sabato ho firmato 70 ordinanze di inagibilità e altre 20 sono sul mio tavolo - continua Ballerini - E a queste vanno aggiunti i sopralluoghi che da domani (oggi per chi legge) faremo con i tecnici: per motivi di sicurezza ora è tutto bloccato ma la situazione che si profila è sempre più di emergenza».E per lo stesso sindaco queste sono giornate difficili perché oltre a governare una situazione tutta in divenire e di grande criticità, deve pure convivere con la paura, proprio come i suoi concittadini. «La mia casa è agibile -dice - ma con la famiglia ci siamo tutti trasferiti al piano basso. Dormiamo vicini alla porta, pronti a scappare».

Fivizzano: 1000 richieste di verifica. A Fivizzano il sindaco Paolo Grassi deve fare i conti con 1000 richieste di verifica di agibilità nelle case del paese e circa 600 per le frazioni. «I nostri tecnici ieri mattina hanno fatto sopralluoghi nelle periferie - spiega Grassi - Nelle prossime ore, finita questa fase di emergenza legata alle scosse piuttosto forti di domenica, riprenderemo con le verifiche anche sulla base delle nuove richieste». Un bilancio che intanto sta diventando pesantissimo per il comune: «Ho già firmato 130 ordinanze di inagibilità - spiega il sindaco Grassi - e anche chi non ha problemi strutturali domenica sera è tornato a dormire fuori, nei punti di prima emergenza o nelle tende e in macchina». Il primo cittadino di Fivizzano, invece dorme a casa, nella frazione di Moncigoli. «Dal 1400 ad oggi c’è una letteratura sugli eventi sismici che hanno colpito il nostro comune - spiega - Siamo un territorio sismico e con questo abbiamo dovuto sempre fare i conti: ma un evento come questo ci sta mettendo a dura prova. Ho parlato con il sottosegretario alle Infrastrutture, ci chiedono il conto dei danni: ma la situazione purtroppo è in evoluzione, fino alla fine della settimana sarà impossibile parlare di cifre».

Per gli sfollati l’incubo degli sciacalli. Non basta la paura delle scosse. Il disagio di passare le notti in palestra o in tenda. Per le migliaia di persone sfollate c’è anche il problema degli sciacalli. Proprio la scorsa notte a Equi, uno dei centri più colpiti dal terremoto, hanno cercato di entrare in alcune abitazioni, passando attraverso gli orti coltivati. Per fortuna la sorveglianza costante dei volontari della Fir.SerCb ha fatto in modo che, chi voleva tentare il raid nelle case lasciate vuote per la paura del sisma, non avesse il tempo di mettere in atto il piano.

Le scosse di ieri. Sono state cinque le scosse di ieri, superiori a 2 gradi di magnitudo. All’1 e 59, scossa da 2.2. Alle 10 e 55 magnitudo 2; grado 3 alle 13 e 27. Alle 15 e 17 un’altra scossa di magnitudo 2.2 e alle 18 e 56 la più forte della giornata di magnitudo 3.3.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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