Il Tirreno

Terremoto, ancora scosse: in 1500 continuano a dormire nelle tende

Terremoto, ancora scosse: in 1500 continuano a dormire nelle tende

Dopo le due scosse di domenica, la Lunigiana e la Garfagnana sono ripiombate nell'angoscia. E così in molti sono tornati a passare la notte in auto. Dal 21 giugno superate le 1300 repliche. Oltre 500 le case dichiarate inagibili. Coldiretti: "Basta con l'eccessivo allarmismo, il nostro turismo è messo a dura prova" - Lo sciame sismico

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Le scosse di assestamento proseguono in Lunigiana e Garfagnana. La più importante della giornata finora è stata di magnitudo 3.3 intorno alle 18,56. Ma è stata la forte scossa di terremoto delle 16,40 di domenica, di magnitudo 4.4, a far ripiombare la Lunigiana orientale e l'alta Garfagnana nel terrore. La terra ha tremato fino alla costa apuana. Un vero e proprio incubo per i Comuni di Casola e Fivizzano e per quelli del versante dell’Alta Garfagnana. È dal 21 giugno, dopo la scossa di magnitudo 5.2, che non hanno pace. E dalle prime informazioni,  in 1500 hanno trascorso la notte nelle tende, quelle allestite dalla protezione civile, e quelle acquistate velocemente e montate nei giardini, per non allontanarsi troppo dalle abitazioni. Questa volta il sisma ha avuto un epicentro più vicino a Minucciano.

LA SEQUENZA INFINITA

I sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica nella giornata di domenica hanno registrato nel distretto delle Alpi Apuane decine di scosse a cominciare da quella delle 16,40. Una sequenza terribile, che non ha dato tregua: appena 4 minuti dopo la grande paura che ha fatto uscire tutti in strada, una scossa di magnitudo 2.6; che alle 16,49 è salita a 2.7 per scendere alle 16,50 a 2.5. Alle 16,54 grado 2, alle 17,08 grado 2.8, alle 17,16 grado 2, alle 17,40 grado 2, alle 18,06 grado 2.3, alle 20,18 si sale a 3.6. Dal 21 giugno sono più di 1300 le repliche registrate dell'Ingv.

LA SCHEDA La sequenza dal 21 giugno al 1 luglio

I DANNI: OLTRE 500 CASE INAGIBILI

Secondo i dati forniti dalla protezione civile, in Garfagnana, In base alle verifiche in corso sugli immobili condotte dalle squadre dei tecnici le case dichiarate inagibili sono 165, mentre sono 70 le persone ufficialmente sfollate, che non possono rientrare nelle loro case in base alle ordinanze dei sindaci (la discrepanza nei numeri è dovuta al numero di case vuote o seconde case nella zona). In Lunigiana, Le case dichiarate inagibili in seguito alle verifiche effettuate assommano a 241, e per altre 100 sta per essere notificata l’ordinanza di inagibilità.135 sono invece le persone da considerarsi “sfollate”.(Anche qui una discrepanza numerica da ricondursi alla presenza di case vuote o seconde case).

LE REAZIONI DEI SINDACI

Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi ha chiesto alla Società della salute della Lunigiana il supporto di psicologi, «perchè la gente ne ha bisogno. Abbiamo chiesto anche più forze dell’ordine, per i controlli nei borghi completamente abbandonati per il terremoto». Nel Fivizzanese qualche strada è stata interdetta per frane, a Equi e Agliola. Non si segnalano feriti, né crolli ingenti, ma c’è una situazione diffusa di cedimenti di muri e di ruderi. E di crepe nelle case. I borghi antichi della Lunigiana orientale hanno perso, fra le pietre franate, un po’ della loro storia.

AUDIO Gianluca Barberis (Protezione civile della Provincia Massa Carrara)

La protezione civile ha ritenuto prudente, anche per l’incolumità dei verificatori, di sospendere temporaneamente tutti gli accertamenti nelle abitazioni lesionate dalle scosse che si sono susseguite dal 21 giugno in poi. La mole di lavoro già fatta, rischia di essere vanificata e di dover essere ricominciata da capo se la terrà non smetterà di tremare.

IL GRUPPO SU FB

Intanto, su Facebook è nato un gruppo di cittadini, il cui obiettivo è quello di tenere accesi i riflettori sulle zone colpite dal sisma. Il gruppo si chiama "Salviamo le apuane" e hanno spedito al Tirreno delle immagini sui danni provocati dal terremoto (FOTO). "La popolazione è stremata dallo stress psicologico, dalla paura, dalle difficoltà logistiche di dover dormire fuori casa", scrivono al Tirreno. "Questo è un "non evento", come aveva affermato il capo della Protezione Civile Gabrielli lasciandoci duramente e ulteriormente feriti sia nell'orgoglio sia nella "non solidarietà". Come gli ultimi della fila da sempre abbiamo una profonda paura, non proprio infondata, di essere abbandonati da tutto e da tutti. Questo sarebbe la fine per molti dei nostri borghi".

(nella foto un'abitazione sventrata dal sisma a Regnano, nel comune di Casola)fabi

L'APPELLO DI ROSSI

“Non voglio certo polemizzare con Franco Gabrielli, ma il continuo sciame che colpisce Lunigiana e Garfagnana fa inevitabilmente aumentare l’entità dei danni: quando le scosse finiranno, dovremo fare i conti e temo che i cinque milioni di euro annunciati non basteranno”. Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, durante la giunta, riferendosi alle scosse di terremoto che si verificano nella parte nord ovest della regione. Il presidente ha anche dato mandato alla struttura regionale di studiare modalità nuove per verificare quanto sia possibile fare, in tempi di “vacche magre” per la finanza regionale, con l’obiettivo di sostenere gli sforzi dei soggetti privati davanti alle necessità di intervenire sul patrimonio edilizio nelle zone danneggiate da eventi sismici.

COLDIRETTI: BASTA CON GLI ALLARMISMI, TURISMO KO

«La paura del terremoto allontana i turisti dalla Lunigiana». Lo sostiene la Coldiretti di Massa Carrara che parla di «crollo delle prenotazioni negli agriturismi». Il calo «interessa tutta la Lunigiana», spiega Coldiretti, nonostante il fenomeno sismico sia concentrato nella sola parte orientale. Le prenotazioni cancellate sono «centinaia - aggiunge l'associazione - e questo ha provocato un danno economico diretto per le aziende agrituristiche, che si trovano nella fase stagionale più importante e delicata, ed indiretto per l'indotto». «Siamo appena entrati nella stagione turistica - spiega Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti - tutti temiamo il terremoto, ma l'eccessivo allarmismo sta danneggiando anche quei territori che non sono stati interessati dalle scosse».

 

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