Italia
La terra trema ancora Chiusa la chiesa di Resceto
Sopralluogo del Comune in via Pisacane. Cornicioni pericolanti a Marina Paura a Forno, otto persone non rientrano in casa e dormono alla Bertagnini
MASSA. Il terremoto non dà tregua: mette in ginocchio la Lunigiane, spaventa Massa. Una scossa di 4,4 gradi alle 16,40 che fa sobbalzare anche chi è in riva al mare. Si trema nuovamente, poco dopo (2,6 gradi) e ancora alle 20,30 (3,6 gradi).
Il Comune rimette in moto la macchina. Aperto nel pomeriggio il Coordinamento operativo e al via i sopralluoghi. Al lavoro i tecnici, accompagnati dal sindaco Volpi e da Uilian Berti, vicesindaco con delega alla protezione civile. Prima tappa il palazzo di via Pisacane alle prese con i lavori di consolidamento: per gli ingegneri nessun danno imputabile alle scosse.
Sconvolti gli abitanti della montagna. Il sindaco rassicura i residenti, da Gronda a Forno, da Casette a Resceto. Nell’ultimo paese, alle pendici della Tambura, le scosse feriscono la chiesa. Il terremoto del 21 giugno ha già inferto un duro colpo all’edificio: calcinacci e qualche crepa, tanto che la curia ha affidato all’architetto Nicola Gallo il compito di stendere una perizia. Ieri la terra trema ancora e le crepe si fanno più evidenti. Troppo rischioso far entrare i fedeli: il sindaco dispone la chiusura.
A Forno, il paese è terrorizzato. C’è chi non vuole rientrare in casa. Dai sopralluoghi non emergono danni agli stabili, ma la paura è tanta: «In linea d’aria - è l’argomento dei residenti - siamo vicinissimi all’epicentro». Qualcuno è anziano, qualcuno ha difficoltà a spostarsi (otto persone in totale) e, per evitare il panico, il Comune, nonostante le case in cui risiedono non presentino criticità, corre ai ripari e allestisce un’area ricovero per una decina di persone all’interno della scuola media Bertagnini. Non solo: nel paese sono a disposizione dei cittadini due tende. C’è chi trascorrerà la notte all’aperto.
I tecnici del Comune sono al lavoro fino a tarda sera: coordinati dall’ingegner Fernando Della Pina, della protezione civile, passano in rassegna quartieri ed edifici. Monitorano anche il palazzo Nizza, sulla piastronata, quello che ospitava la Cgil.
Al lavoro, senza sosta, i vigili del fuoco. Dopo la scossa del 21 giugno, hanno effettuato oltre 400 sopralluoghi in provincia. Un’opera per cui, proprio ieri mattina, è arrivato l’attestato di stima, durante una visita al comando provinciale, del prefetto Francesco Paolo Tronca, capo dipartimento del soccorso pubblico e della difesa civile.
Qualche ora dopo tre scosse e nuove verifiche. Decine le telefonate: molti chiedono un intervento per presunte di fughe di gas. Sopralluoghi anche a Marina e in via dell’Acqua per il timore che qualche calcinaccio si stacchi da vecchi cornicioni. Le verifiche proseguiranno anche oggi per accertare se siano necessari interventi di messa in sicurezza. Nei giorni scorsi il Comune, infatti, ha approvato ordinanze a tutela della pubblica incolumità che riguardano un immobile in via Nazionale a Casette, un deposito del Catasto in viale Stazione (che è stato chiuso), un edificio del Lungofrigido e uno di via Zoppi.
I proprietari dovranno mettere in sicurezza le aree interessate, delimitare le zone soggette alla caduta di calcinacci e incaricare un tecnico che stenda una relazione sullo stato di conservazione degli immobili.
Chiara Sillicani
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