Sicurezza
«Salviamo la sanità che funziona»
Appello di un figlio la cui mamma gravemente malata è assistita nella Rsa di Pontremoli
PONTREMOLI. «Quando la buona sanità funziona, spesso su di essa oscilla in modo funesto la scure dei tagli e quindi di ridimensionamenti dei servizi, riduzione del personale e quant’altro. Chissà perchè il cittadino-utente debba fare i conti con situazioni paradossali, il tutto a scapito di chi soffre, di chi ha bisogno di cure e prestazioni varie, oltrechè delle famiglie».
Inizia così l’amaro sfogo di Massimiliano Frangioni, lunigianese doc, da qualche tempo alle prese con i malanni che assillano la ancor giovane madre e, perdipiù, con i servizi di cui lei abbisogna. «Mia madre, nel giugno del 2011 - racconta Massimiliano Frangioni - ha avuto una emorragia cerebrale e da quel momento è entrata in uno stato vegetativo permanente. Il mio intervento riguarda il futuro della Rsa di Pontremoli dove mia madre è degente dal febbraio 2012. La mamma ha da poco compiuto 61 anni e, dopo una operazione effettuata al centro di Cisanello in Pisa, è stata mandata al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, a Parma, per la riabilitazione e terapia del risveglio, purtroppo senza nessun risultato. Da lì è stata trasferita alla Rsa di Pontremoli dove è tutt’ora degente. Ha avuto dei piccoli miglioramenti, come l’apertura degli occhi e qualche contrazione muscolare non volontaria. Mia madre non ha ancora la percezione con l’esterno e non riconosce nessuna fonte provenire da esso. Ma quello che mi preme dire, dopo le notizie non troppo rassicuranti sul futuro della Rsa, è quella di far capire l’importanza di questo centro, il clima che vige all’interno di esso, il rapporto familiare con infermiere e collaboratrici: tutto questo fa del centro un fiore all’occhiello per le famiglie dei ricoverati. La pulizia, il rapporto umano, il trattamento alle persone degenti è molto particolare e curato. Quando si entra non si percepisce nessun odore ospedaliero o che venga dai degenti. Mia madre viene lavata e cambiata due volte al giorno; seguono trattamenti con creme e pulizia scrupolosa di tutto il corpo. Due volte la settimana viene effettuata la riabilitazione con ginnastica. Poi taglio di capelli e cura di mani e piedi. Dopo un anno dalla sua entrata nel centro, mia madre non ha lacerazione da decubito ed è sempre curata nei minimi dettagli. Anche per quel che riguarda la parte dentale. Cura del viso, labbra, ecc. Io personalmente, ma parlo anche a nome degli altri familiari che, come me, hanno persone care degenti, sono molto soddisfatto del trattamento ricevuto. E ulteriore soddisfazione è nel vedere come vengono curati i nostri cari. Il dottor Rasetto è a capo della Rsa, persona meravigliosa e molto presente e gentile. Concludo con il dire che sarebbe una vera sciocchezza chiudere un centro meraviglioso come questo, o dover dirottare altrove il personale che svolge il proprio lavoro in maniera perfetta e armoniosa. Ci si sente a casa e questo è un particolare molto imporatante per noi familiari».
L’intervento di Massimiliano Frangioni, originario di Pallerone, dipendente statale, nonchè figlio unico (ha perso il padre da qualche anno) e con un nonno ancora a carico, è una delle (purtroppo) poche segnalazioni di buona sanità. Un fattore che magari viene registrato più spesso di quanto si creda, ma che, altrettanto purtroppo, non sempre ci si assume l’incarico di divulgare.
Fabrizio Palagi
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