Il Tirreno

Questione cave, consiglio con incatenato

Questione cave, consiglio con incatenato

Atto di protesta in aula, ma il dibattito prosegue. Legambiente espone le proprie proposte

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CARRARA. Acque agitate in consiglio comunale ieri sera, per la discussione della proposta di delibera per la revisione del regolamento sulle concessioni marmifere comunali, presentata da Legambiente e dall’associazione Codici, sui cui suggerimenti, alla vigilia del consiglio, pesava un possibile “no” della maggioranza, per motivazioni di natura tecnico giuridica. Il dibattito si è protratto fino a tarda ora, ma alle 20,30 nell’aula insolitamente affollata di gente, ha fatto il suo ingresso Nicola Franzoni, di Fli e Partito nazionalista rivoluzionario, accompagnato da «un iscritto» che si è incatenato a un palo dell’aula consiliare. Il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni ha invitato a desistere da quell’iniziativa, che però è andata avanti per un po’, mentre il sindaco Angelo Zubbani, senza scomporsi, ha continuato il suo intervento, iniziato subito dopo che era stata data la parola a Giuseppe Sansoni di Legambiente che ha letto in sintesi la proposta al consiglio, partendo dalla storia del regolamento degli agri marmiferi, cioè dal 1995, «una conquista – ha detto Sansoni – ma mutilata dalle amministrazioni comunali che hanno fatto modifiche peggiorative. Con ingente perdita per le casse comunali». La proposta si articola così: sottoporre i beni estimati alla stessa disciplina delle altre concessioni, rilascio delle concessioni con gara pubblica, concessioni con durata decennale, punteggi di valutazione nel bando di gara, a seconda delle garanzie ambientali e occupazionali, un osservatorio dei prezzi del marmo, destinare il canone a beneficio dei cittadini, razionalizzare le concessioni, inserire ulteriori norme ambientali, conduzione diretta delle cave.

L’istruttoria del Settore marmo del Comune ha riconosciuto la validità dalla proposta ma ha mosso obiezioni sul piano della regolarità tecnica dell’articolato. Legambiente ha chiesto il confronto, e auspicato che il consiglio accogliesse la parte favorevole della proposta evitando una bocciatura in toto.

Ha parlato il sindaco Zubbani, garantendo la massima apertura e l’ascolto. Ma ha anche messo in guardia perché la materia è complessa e ci sono “stuoli di giuristi” pronti a occuparsene. «L’argomento è strategico per la città. Ma occorre un maggior numero di argomentazioni come supporto giuridico. Altrimenti c’è il rischio di ritrovarci come nel 2003 in cui il Comune rischiò la bancarotta con la sentenza della Corte europea». Si riferiva alla tassa marmi dichiarata illegittima. «Le imprese che avevano fatto ricorso non ci chiesero gli arretrati ma la questione tariffaria andò avanti in modo convenzionale». Il sindaco ha specificato che nella contesa entrarono anche aziende non locali. Il tutto «ci è costato 5 milioni di cui 2 ancora da pagare». E’ a quel punto che arriva Nicola Franzoni con l’altra persona che si incatena, mentre i vigili urbani tengono sotto controllo la situazione. «Siete servi dell’associazione industriali», dice Franzoni rivolto verso l’amministrazione comunale, e Ragoni lo riprende. Zubbani prosegue il suo intervento: «Dal primo gennaio 2013 sono aumentati gli introiti sui marmi pregiati, lavoriamo per il 2014. Abbiamo fornito alla Guardia di finanza i dati che ci ha chiesto, e infine abbiamo retto botta contro 250 ricorsi, fra tribunali e commissioni tributarie. C’è anche un ricorso, ora, su uno dei dieci arbitrati. Qui nessuno è Robin Hood, o lo sceriffo di Nottingham».

Ma se da un lato c’è stata la buona volontà di Legambiente (l’intervento di Sansoni è stato preciso e pacato) e del sindaco a far andare avanti il dialogo sul regolamento degli agri marmiferi, l’atto simbolico messo in atto da Franzoni ha movimentato l’aula. Nella tarda serata si è aperto il dibattito politico. Il dirigente Marco Tonelli che da molti anni segue la questione marmo, si è messo a disposizione del consiglio comunale per le delucidazioni che fossero state chieste.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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