Sicurezza
Il sindaco Volpi ai partiti: datemi una rosa di nomi
Il professore stringe i tempi, la squadra di assessori pronta entro giovedì Intanto, alla festa per la vittoria, dice: «Riportiamo la gente alla politica»
MASSA. Buttate via il manuale Cencelli, dimenticate le vecchie spartizioni, qui si cambia registro. Alessandro Volpi alle prese con la composizione della giunta e con il pressing dei suoi elettori gioca d’anticipo e propone alle forze del centrosinistra un metodo nuovo per l’indicazione degli assessori.
Ieri pomeriggio lo ha detto chiaro al segretario di Sinistra Ecologia e Libertà Carlo Paolini. “Proponetemi una rosa di tre nomi, di persone che, siano essi eletti consiglieri, esterni, “di area” , abbiano competenze giuste per entrare in giunta. Poi, sceglierò”, ha detto in sostanza il neosindaco. E la stessa cosa si appresta a ripetere alla delegazione del Pd, con cui si incontrerà oggi e agli altri partner della maggioranza: Rifondazione, Psi, le due liste civiche “per Volpi sindaco” .
A Sel l’impostazione impressa da Volpi non dispiace: «L’incontro di ieri – spiega Paolini – è stato interlocutorio; non è detto che il sindaco poi assegni a Sel un assessorato, ma non ha neanche chiuso la porta a questa ipotesi. Vedremo, per l’intanto registriamo positivamente che i criteri a cui Volpi ci ha suggerito di attenerci sono quelli del rinnovamento (tradotto: nessuno della vecchia giunta) e della professionalità. Criteri che condividiamo».
Più complessa si annuncia la trattativa con il Pd. Che se non solleva obiezioni di sostanza sul metodo che Volpi intende seguire, non sembra disposto a cedere sul suo riacquistato ruolo di partito di governo e di azionista di riferimento della nuova maggioranza. In altre parole i Democratici spingono per avere il vicesindaco e almeno due assessori. Che sia Volpi a sceglierli dalla rosa proposta dal partito, va benissimo, ma il peso elettorale del Pd deve essere tradotto in un equivalente peso nel “governo”. La trattativa, poi potrebbe portare a ridurre questo peso a due assessori (di cui uno vicesindaco), magari con la compensazione di nomine pd negli enti derivati, ma il punto di partenza pare questo. Cesare Ugolotti, segretario del Pd cittadino, non si sbilancia: «Dovremmo incontrare Volpi domani (oggi ndr.), credo che il suo orientamento sia quello di costruiree una giunta sintesi di competenze e sensibilità diverse scegliendo da una rosa di nomi proposti dai partiti. Vedremo».
La decisione di fare una giunta small, di cinque assessori rende meno facile la composizione del puzzle della giunta: Pucci, con una giunta di ben 10 assessori più quattro delegati aveva avuto senz’altro meno problemi ad accontentare le richieste della sua alleanza. Senza contare la necessità di rispettare la differenza “di genere” (cioè: un paio di assessori donne?)
Di sicuro Alessandro Volpi vuole fare presto: punta a chiudere la pratica assessori entro la prossima settimana, accelerando così i tempi per mettere in moto, a pieno regime, l’amminstrazione. «La città non può aspettare», va ripetendo.
Intanto, mercoledì sera il centrosinistra ha festeggiato la vittoria elettorale con una serata alla ex Comasca, eletta fin dalle primarie come “casa” dei Volpi boys. Una festa “di ringraziamento” con un buffet a base di prodotti tipici, musica di sottofondo (ma poi anche “sparata” a tutto volume). Pezzi anni Ottanta in prevalenza anche se il sindaco, che è un appassionato di musica, aveva portato i suoi vinili di Bob Dylan & C. Inevitabile il discorso, centrato sui ringraziamenti, ovvio, ma anche sulla necessità di riavvicinare la gente alla politica. È il Volpi style che avanza.(c.f.)
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