Il Tirreno

I sindaci: «Non mutilate l’ospedale del cuore»

Nel nuovo Piano sanitario (Pal) difesa a spada tratta dell’Opa «Un patrimonio che non deve subire smembramenti o migrazioni»

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MASSA. Corretto, rivisto, integrato più volte, è stato approvato a larghissima maggioranza il Pal (Piano attuativo locale) straordinario della sanità. Si tratta, in sostanza della programmazione della politica sanitaria in provincia, ora tutta orientata al futuro, cioè all’apertura – prevista per la fine del 2014 – del nuovo ospedale “delle Apuane” in viale Mattei.

Una sfida difficile: si tratta di ridisegnare l’intero sistema di assistenza, cura, prevenzione centrandolo su un ospedale che sarà sì super-attrezzato, ma che accoglierà solo malati “acuti” e su una rete di sanità “diffusa”, fatta di ambulatori, distretti, day hospital, “case della salute” che dovrà occuparsi di tutto ciò che prima, dopo o a al di fuori dell’ospedalizzazione.

Ma i sindaci badano anche a quello che già c’è e a difenderlo. È il caso dell’Ospedale del Cuore, l’Opa di Montepepe, un polo di eccellenza di livello nazionale nel campo della cardiochirurgia, soprattutto quella pediatrica. Un patrimonio di professionalità cresciuto in provincia che fa gola a molti.Che, infatti, da anni provano, in maniera più o meno sotterranea, ad accaparrarsi. La parola usata in questi casi è “sinergie”: non trasferimento o sdoppiamento, ma collaborazione tra centri sanitari per una più efficace capacità di intervento. Ma la formula non mete al riparo dalle preoccupazioni. Ad esempio: l’assessore regionale alla salute Luigi Marroni ha ripetuto che è impensabile che un centro pediatrico di eccellenza come il Meyer di Firenze non sia dotato di una cardiochirurgia infantile. E, siccome a 120 chilometri di distanza c’è n’è una, anch’essa “di eccellenza” (l’Opa, appunto), è opportuno che le due strutture collaborino e si integrino. Difficile dargli torto. Il rischio, però, è che la sinergia si trasformi in uno svuotamento di un centro a vantaggio dell’altro. Ed è facile prevede che se così andasse, i vantaggi sarebbero tutti per Firenze.

È, dunque, per frenare questa possibile” deriva che i sindaci, AngeloZubbani e Roberto Pucci (ancora in carica in quei giorni), hanno voluto mettere nero su bianco che il Pasquinucci non si tocca. Lo hanno fatto con un’integrazione al Pal molto esplicita. In cui si legge che l’ospedale di Montepepe è un patrimonio da difendere anche perchè «costituisce un elemento fondamentale nella rete di assistenza per le malattie cardiache della provincia, grazie all'integrazione realizzata con le strutture Asl, e perchpè garantisce anche un importante livello occupazionale con oltre 300 dipendenti altamente specializzati ed un notevole indotto economico in termini di forniture».

E per questo la Conferenza esprime all'unanimità «la precisa volontà che la struttura venga mantenuta nell'attuale sede, senza la mutilazione di alcuna attività, sia essa la cardiochirurgia adulti, pediatrica o quant'altro, convinta che il patrimonio di professionalità creato in decenni debba essere patrimonio di questa collettività». Anzi, i sindaci auspicano che il centro possa ulteriormente essere potenziato «considerato anche il fatto che un ipotetico smembramento di questo patrimonio, troppo spesso paventato negli anni, non porterebbe neppure alla soluzione di eventuali carenze in altre aree, ma solo una ingiustificata mutilazione per questa area». I “nemici” dell’ospedale del cuore sono avvertiti.

Claudio Figaia

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