Salvi i bagni, al via nuovo ripascimento
Appello degli operatori al neo sindaco: la Provincia non può farcela, adesso i lavori antierosione li segua il Comune
MASSA. Ci aspettavamo un altro film. Quello delle draga, dei camion sull’arenile, della sabbia che arriva all’ultimo momento per salvare il salvabile lo avevamo già visto. Parecchie volte. Invece tocca assistere, ancora una volta, alla stessa pellicola. Del resto l’alternativa sarebbe una soltanto: decine di stabilimenti chiusi. Con danni - immediati - per gli operatori, ma - conseguentemente - per l’intero settore turistico. Ecco allora la sabbia. Ancora una volta un ripascimento d’urgenza che permetta al litorale, Ronchi in primis, di affrontare - certo non a testa alta - la stagione balneare.
Collaborazione con la Regione.
Il via libera arriva direttamente da Firenze. I balneari, affiancati dalle istituzioni, hanno bussato alle porte della Regione, hanno chiesto una mano. E la risposta - ad onor del vero - non si è fatta attendere. Non soltanto il sì ai risarcimenti danni post-mareggiata (con bando di assegnazione), ma anche la disponibilità a fare la propria parte per assicurare sabbia in tempi brevi. Il concetto lo sintetizza Stefano Gazzoli (Riviera Apuana): «Il progetto antierosione è il primo obbiettivo, ma in questo momento dobbiamo pensare all’apertura. L’estate è alle porte». Insomma, i lavori antierosione sono la priorità delle priorità, ma - almeno per qualche settimana - rimarranno - per così dire - tra parentesi. Le forze devono concentrarsi sulla sabbia.
Ancora da definire un piano.
Bene, il ripascimento si farà. Parola della Regione, di Stefano Gazzoli e di Osvaldo Angeli, commissario della Provincia. Ora rimane da capire - e non è cosa da poco - come e quando. La determina del Comune, quella che prevedeva divieto tecnico di balneazione e delimitazione dell’area di cantiere, scade venerdì. Troppo presto. La burocrazia deve mettersi in moto velocemente: richiesta proroga alla Capitaneria fino al 15 giugno, conseguenti atti di Palazzo civico e, quindi, sabbia e ancora sabbia. Quella - o comunque una parte di quella - prevista dal capitolato di appalto. Insomma granelli, milioni di granelli che si sottraggono a quelli che dovrebbero finire sull’arenile solo a lavori ultimati. Stefano Gazzoli abbandona la pacatezza: «Abbiamo bisogno di sapere quando e come arriverà il materiale: a bordo di camion o via mare». Perchè - e questo è il nocciolo di una questione datata e complessa - la sabbia è argomento di discussione: «Abbiamo il Magra e andiamo fin sulle sponde del Po. Incredibile, tanto più che la sabbia del Magra è quella che per anni ha contribuito naturalmente al ripascimento del nostro litorale, riequilibrando l’effetto erosivo».
Ma prenderla da lì adesso significherebbe dispendio di tempo: analisi, autorizzazioni. Iter troppo lunghi. E il tempo è oro. Così Riviera Apuana incontra la Provincia e si fa sentire: «Abbiamo bisogno di un piano e di un tecnico che, durante il ripascimento, non lasci mai l’arenile. Un vero presidio». Perchè gli operatori sanno bene che non possono permettersi errori. Non solo, temono che Palazzo Ducale, con il commissariamento, non abbia più energie e risorse per proseguire il percorso. Ecco allora la richiesta: prenda in mano tutto il Comune. E lo faccia il prima possibile.
L’appello al neo sindaco Volpi.
In quel di Carrara i lavori antierosione li ha fatti l’amministrazione, l’obbiettivo è che lo stesso accada ora a Massa. Soprattutto in vista (?) dell’apertura cantieri nel secondo lotto, quello in area Sin, dal Frigido a Lavello.
Insomma, coordinamento regionale - questo l’obbiettivo dei balneari - ed esecutività nelle mani di Palazzo civico. Gazzoli tira le somma: «La Provincia, a parte l’indispensabile intervento di ripascimento, non ha sufficienti risorse tecniche e umane per proseguire. Noi chiediamo che a farsi carico dei lavori sia il Comune».
Una prima “patata bollente” per il neo sindaco Alessandro Volpi.
Chiara Sillicani
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