Sicurezza
«Nessuna discriminazione e adesso abbassiamo i toni»
CARRARA. Dagli uffici dei Servizi sociali, snocciolano i dati. Insomma la scelta, a fronte delle accuse di razzismo sugli sgombri per la decadenza dei requisiti idonei ad abitare una casa popolare,...
CARRARA. Dagli uffici dei Servizi sociali, snocciolano i dati. Insomma la scelta, a fronte delle accuse di razzismo sugli sgombri per la decadenza dei requisiti idonei ad abitare una casa popolare, è di far parlare i numeri.
A cominciare proprio da quelli degli sgomberi per decadenza dei titoli di assegnazione: l’ufficio dal 2008 fino ad oggi ne ha eseguiti 66, fra questi solo due hanno riguardato nuclei familiari extracomunitari. Per quel che riguarda poi le assegnazioni di alloggi popolari dagli uffici comunali fanno sapere che l’ultimo è andato a una famiglia di extracomunitari. E, soprattutto, e questo è un dato che fa riflettere, sono 600 le famiglie in lista di attesa.
«Proprio per questa situazione - fanno chiarezza dagli uffici comunali - non possiamo ignorare le segnalazioni e le richieste di controlli che ci arrivano dai cittadini stessi. E, è bene precisarlo, non agiamo mai da soli, ma con il supporto della Polizia municipale. Non facciamo controlli spot ma vanno avanti per giorni, a orari diversificati: durano mesi».
Insomma per gli uffici nessuno sgombero a cuor leggero e meno che mai dettato da logiche razziste. «Siamo anche confortati dalla legge - concludono - in quella della Regione Toscana è messo bene in chiaro che l’occupazione degli alloggi popolari deve essere costante. E c’è una sentenza della Cassazione del comune dell’Aquila, che si rifà alla legge statale 1035, che parla di tre mesi, di assenza continuativa dall’abitazione, come il termine per cui può scattare la perdita del requisito di assegnazione della casa». Intanto anche la rappresentante Erp, dottoressa Paolo Sapio nella commissione alloggi impropri, chiarisce la propria posizione in merito ai due sgomberi: «il voto è stato all’unanimità».
La replica dell’assessore Bernardi. L'assessore alle Politiche Abitative, Massimiliano Bernardi, interviene sulle accuse continue che la consigliera comunale Claudia Bienaimé rivolge a lui, alla dirigente del Settore ed agli uffici dei Servizi abitativi.
«È ormai insostenibile la polemica alimentata pressoché costantemente dalla consigliera Bienaimè che è sfociata fino all'accusa di razzismo da lei rivolta a questa amministrazione comunale. Non fa parte della mia cultura politica e certamente non appartiene neppure all'indirizzo politico di questa amministrazione di sinistra, l'orientamento denunciato dalla Bienaimè. Il mio Assessorato non agisce per privilegiare qualcuno, piuttosto opera per osservare i diritti di tutti e controllare che nessuno abusi di quel diritto fondamentale che è proprio il diritto alla casa». L'assessore si dichiara orgoglioso del preciso e puntuale lavoro svolto fin dal primo suo mandato, nell'ambito delle politiche abitative, punto nevralgico di un delicatissimo Settore qual'è il Sociale. E cita la proficua collaborazione prodotta negli anni con la dirigente dottoressa Daniela Tommasini ed anche con lo stesso ente gestore Erp e fa esplicito riferimento all'eccezionale risultato ottenuto con la recente regolarizzazione di ben 49 occupanti senza titolo (O.S.T.) che sono diventati regolari assegnatari di case popolari. Per quanto riguarda il caso specifico con cui la Bienaimé denuncia una condotta razzista nella gestione delle politiche abitative, l'Assessore ribadisce che è assolutamente privo di fondamento: «quando a breve verrà pubblicata la graduatoria definitiva delle case popolari, apparirà chiaro che non c'è discriminazione di etnia, di religione, di genere o di alcunché, ma soltanto ed esclusivamente la rigorosa applicazione della legge per il riconoscimento del diritto alla casa agli aventi diritto». L'assessore chiede, infine, che vengano abbassati i toni: «non fa bene a nessuno se la politica cade in queste polemiche inutili e che hanno il solo risultato di inasprire gli animi».
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