Il Tirreno

«Ci hanno detto: tornate al vostro paese»

di Alessandra Vivoli
«Ci hanno detto: tornate al vostro paese»

Appello al sindaco delle due famiglie marocchine sotto sfratto: è provvedimento ingiustificato, deve essere ritirato

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CARRARA. «Noi siamo cittadini italiani, viviamo e lavoriamo qui a Carrara da anni. Paghiamo l’affitto e le tasse e, soprattutto, non abbiamo un altro posto in cui andare, nemmeno in Marocco. Quel provvedimento di sgombero è ingiusto; ci vogliono buttare in strada. Ci appelliamo al sindaco affinchè venga ritirato». Parlano, hanno un nome, un cognome e una storia, i due nuclei familiari che sono stati oggetto del provvedimento di decadimento di assegnazione degli alloggi popolari che ha scatenato polemiche, con tanto di accuse di razzismo verso gli uffici comunali, nell’ultima riunione della commissione sociale.

Abdelilah Warrak ha 32 anni, viene dal Marocco ed è a Carrara dal 1992. Qui si è spostato e sono nati i suoi figli, di 4 e 1 anno. Lavora come carrozziere e da un anno e sei mesi occupa un alloggio popolare a Bedizzano. I problemi sono cominciati nel marzo scorso.

«Il 20 novembre siamo partiti per il Marocco - spiega Abdeliah - siamo stati via due mesi perché avevamo molte cose da fare e poi era nato da poco il mio secondogenito, volevamo presentarlo alla famiglia. Siamo rientrati a gennaio: a febbraio la prima lettera con cui il Comune ci chiedeva le giustificazioni per i due mesi in cui l’alloggio era rimasto vuoto. Abbiamo risposto, con tanto di fotocopie dei passaporti, e poco dopo è arrivata un’altra doccia gelata. Il Comune ci ha dichiarato decaduti come nucleo familiare anche dalla mobilità: ossia dal cambio alloggio che avevamo chiesto per motivi di spazio visto che i bambini adesso sono due».

Ma il vero colpo arriva il 20 maggio scorso: un provvedimento che dichiara la decadenza dei titoli per l’occupazione dell’alloggio popolare. Trenta giorni di tempo per riconsegnare le chiavi e liberare la casa, altrimenti ci sarà lo sgombero. «Non sappiamo come fare - dicono i coniugi Warrak - Noi abbiamo sempre pagato l’affitto e le tasse, abbiamo rispetto di tutti. Fino ad oggi ci sentivamo carraresi a tutti gli effetti: è stato negli uffici comunali, quando siamo andati per cercare di capire il perché di questo provvedimento, che per la prima volta ci siamo sentiti dire di tornare al nostro paese».

È una storia molto simile quella di Ahmed Ahrouche, che di anni ne ha 76, originario anche lui del Marocco, è a Carrara da 31. Dal 11 anni abita in un alloggio popolare ad Avenza. Si è assentato dal 18 dicembre al 13 gennaio scorso e ha portato a vivere con lui la moglie, per la quale un anno fa ha chiesto il ricongiungimento familiare. Anche per lui è arrivato, il provvedimento di decadimento dei titoli per l’occupazione dell’alloggio. Anche per lui trenta giorni di tempo per andare via. «Io sono qui da tanti anni, posso dimostrare quanto tempo sono rimasto in Marocco, mai più di un mese - spiega - Ma le mie parole non valgono nulla. Mi sono sentito rispondere in Comune: “sei vecchio, torna a casa tua”».

Due storie molto simili, con protagonisti molto diversi: da una parte una famiglia giovane, con due bambini piccoli. Dall’altra una coppia anziana di coniugi. Le due famiglie si sono rivolte all’avvocato Vittorio Briganti ed è proprio il legale a lanciare un appello al sindaco: «Quel provvedimento è ingiusto, siamo pronti a discuterne serenamente - spiega - Se il sindaco lo ritira ci metteremo una pietra sopra. Altrimenti saremo costretti a intraprendere la strada del ricorso al Tar».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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