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Villafranca-Bagnone, Marini vota no

Villafranca-Bagnone, Marini vota no

Il consiglio regionale dà il via libera ma l’esponente della Fds-Verdi: «Hanno senso solo Comuni con più di 20mila abitanti»

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VILLAFRANCA. Via libera con strascico polemico al referendum per la fusione dei Comuni di Villafranca e Bagnone. Il consiglio regionale ha fissato per settembre la data in cui i cittadini saranno chiamati a decidere. Ma mentre c’è stata unanimità sui quattro comuni interessati in provincia di Pisa: Casciana Terme e Lari; Crespina e Lorenzana; e unanimità anche per Campiglia Marittima e Suvereto, in provincia di Livorno, è arrivato il voto contrario di FdS-Verdi, e quindi del consigliere regionale fivizzanese Paolo Marini, sulla fusione di Villafranca in Lunigiana e Bagnone. «Otto comuni rinunciano alla loro identità per dar vita a nuove amministrazioni, sotto la spinta delle difficoltà finanziarie, ma anche per garantire una migliore gestione delle risorse in generale, a partire da quelle umane»: così ha sottolineato il presidente della commissione regionale Affari istituzionali, Marco Manneschi (IdV), ricordando che in questo modo i nuovi comuni si garantiscono risorse regionali, pari a 250 mila euro per 5 anni, contributi statali e la sospensione del patto di stabilità per tre anni.

Ma come detto, sulla fusione di Villafranca e Bagnone, il consigliere lunigianese Paolo Marini (FdS-Verdi) ha espresso il voto contrario. Specifica Marini: «Pur essendo convinto che la fusione tra Comuni sia un’opzione indispensabile per garantire, per esempio ai cittadini della Lunigiana, tutti i servizi essenziali che purtroppo sta diventando sempre più complicato dare, sono però contrario alla decisione di procedere con la fusione tra Villafranca e Bagnone. Credo che per la Lunigiana serva un progetto politico complessivo e procedere solo con l’operazione Villafranca – Bagnone significhi solo assecondare ciò che conviene, in questo momento, agli amministratori locali ma non ai cittadini. Di recente l’Irpet Toscana ha prodotto uno studio, proprio sul tema della fusione tra piccoli comuni, che individua nel criterio della quantità di popolazione da raggruppare quello determinante perché l’operazione abbia effetti positivi, consenta cioè una gestione efficiente dei servizi e economie di scala. 20mila, sempre secondo l’Irpet, è la soglia ideale di abitanti a parire dalla quale la fusione ha un senso ed è un vantaggio. Dato che la Lunigiana ha 60mila abitanti circa è per me opportuno ragionare su un’operazione complessiva di fusione in tre Comuni per tutto il territoio. Ogni scelta diversa non incontrerà il mio voto».

Sulla necessità di un progetto più ampio, che aggreghi anche i comuni più grandi, si è dichiarato d’accordo anche Loris Rossetti (Pd), l’altro consigliere regionale, che però ha annunciato voto favorevole a questa fusione iniziale.

E intanto Varese vuole esportare il “modello Podenzana” ad Aulla. E' questo l'auspicio del sindaco Riccardo Varese, dopo che anche il consiglio comunale di Podenzana ha dato disco verde alla fusione con il Comune di Aulla. E a dimostrazione che sarà un'estate all'insegna della partecipazione per i cittadini, il sindaco di Podenzana annuncia che il referendum per fare decidere alla gente se accettare o meno la fusione si terrà il 3 ottobre prossimo. «E' ai cittadini che va data la parola e sono loro – spiega Varese – che devono prendere in mano il loro futuro, partecipando alle assemblee che organizzeremo per informarli sui capisaldi fondamentali della fusione fra i Comuni di Aulla e Podenzana. A questo proposito non posso non ringraziare tutto il consiglio comunale di Podenzana, che ha dimostrato grande senso di responsabilità nel consegnare nelle mani dei cittadini il loro futuro, dandogli la possibilità di esprimersi attraverso il referendum, che dovrà essere molto partecipato». Il primo cittadino di Podenzana, poi, coglie l'occasione per fare notare che «è imminente l'inizio dei lavori di ristrutturazione del palazzo comunale di Podenzana, lavori per 700mila euro finanziati dalla Regione Toscana. Pertanto, il nostro municipio non chiuderà, anzi sarà potenziato, e i cittadini di Podenzana non saranno costretti a recarsi al municipio di Aulla. Inoltre, con la fusione avremo un ufficio comunale ad Albiano Magra, di cui beneficeranno anche i cittadini di Montedivalli, i quali potranno anch'essi evitare spostamenti troppo dispendiosi, e resterà attivo il sabato mattina il presidio comunale proprio a Montedivalli. I nostri uffici postali, poi, non chiuderanno i battenti e il revisore dei conti dell'eventuale futuro Comune unificato sarà quello attualmente al servizio del Comune di Podenzana. Infine, potremo derogare dai rigidi vincoli imposti dal patto di stabilità per tre anni, cosa che non potremo fare in assenza della fusione». Quindi, Varese invita i cittadini ad informarsi in vista del referendum, che costituirà «un motore in più per la crescita del territorio». Ricordiamo che in pieno spirito bipartisan, quasi tutta la maggioranza consiliare di centrosinistra e la minoranza consiliare di centrodestra hanno votato a favore del documento che dà l'avvio al percorso istituzionale per la fusione dei Comuni di Aulla e Podenzana nel nuovo Comune unico di “Aulla – Podenzana”.

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