La manifestazione
Sette giorni per la giunta Ma un assessore già c’è
Mauro Fiori dice sì alla proposta: a lui la delega a cultura, istruzione e sociale Le priorità per Volpi? Il bilancio, l’urbanistica e il sostegno della Regione
MASSA. È tornato dai suoi ragazzi. Alessandro Volpi non è uomo da tralasciare gli impegni: ieri mattina a Pisa era atteso e a Pisa è andato. In Università. E nella città della Torre il professore tornerà ancora, prima di entrare in congedo (come prevede la legge) perchè ci sono gli esami: ha tenuto il corso e gli alunni vuole accompagnarli fino al voto sul libretto. Poi cambierà abitudini: addio treno. La mattina si lavora al terzo piano di Palazzo civico.
Ha la voce stanca di chi non ha chiuso occhio, il tono allegro di chi ancora assapora la vittoria e la pacatezza del realismo: «Sono a Pisa, i colleghi mi hanno festeggiato e qualcuno mi ha fermato per strada. Ha letto i giornali e mi ha riconosciuto. Sono andato a letto tardi e non sono riuscito a dormire per la tensione accumulata».
E non è finita qui perchè adesso si apre la prima importante partita: la giunta. Un assessore (cultura, scuola e sociale) già c’è, è Mauro Fiori, insegnante in pensione: «Ha dato la sua disponibilità e ne sono contento». Per avere la squadra al completo servirà una settimana: «Ho spiegato in campagna elettorale, e lo ribadisco, che vorrei poter contare su persone competenti, capaci e mosse da passione. Mi prenderò qualche giorno per delineare una squadra che mi convinca al 100%».
La giunta, dunque, poi un secondo importante obbiettivo, quello di continuare sulla strada dell’unità del centro-sinistra: « È un percorso in cui io ho creduto». Percorso che lo ha visto imboccare una strada diversa - se non parallela - rispetto a quella dell’amministrazione uscente. Su quella strada la prima tappa già è stata raggiunta e si chiama primarie: «Se non ci fossero state, io non avrei seguito questo percorso». Adesso c’è da proseguire: «Credo che il centrosinistra vada riunito e non possa strutturarsi in forme anomale». Quelle - non lo dice ma si intuisce - che hanno contraddistinto i 5 anni passati: maggioranza di centrosinistra al governo senza il Pd, forza di opposizione.
E nel percorso per l’unità - il neo sindaco non ha dubbi - un primo obbiettivo è assicurato: «Le nostre due liste civiche (Per Massa Volpi sindaco e uniti per Alessandro Volpi sindaco) sono la grande novità, secondo partito della città. Oltre 7.600 voti. Un dato politico importante - sintetizza - Ora a loro spetta consolidare il progetto ». Insomma, dare struttura ad un’idea, concretizzare. A partire dal consiglio: «Dovranno creare il gruppo consiliare in un rapporto paritario con le altre forze». Con i partiti. Un’esperienza che - Alessandro Volpi ne è convinto - aprirà «una stagione politica, un panorama stimolante». Un interessante laboratorio in cui si elaborano partecipazione e contributi. Nomi della società, «persone che non hanno fatto politica» e che, dopo la campagna elettorale, si misurano e governano. Una sfida.
La strada per ripartire è «crederci». Credere nelle idee e nella loro traduzione in progetti e azione: «Primo passo è l’innovazione - parola del professore - dalla manifattura alla cultura, al turismo». Poi il sindaco esemplifica: «Sinergie tra università, scuola e aziende. Anche turistiche. Capire cosa possiamo far qui che non si faccia altrove».
E l’inderogabile? «Al primo posto il bilancio che per legge deve essere approvato entro il 30 giugno, poi la partita dell’urbanistica». E - altro obbiettivo e progetto - chiedere una mano a Firenze «perchè la Regione ci aiuti a mettere insieme risorse per far fronte ad alcune emergenze, dall’erosione al dissesto. E per un condiviso progetto Massa».
Un progetto per dire ai giovani che su questa città si possono investire risorse ed energie, «su Massa si può credere».
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