Il Tirreno

«Noi tuteliamo territorio e occupazione»

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Le Rsa private: valuti la popolazione se prendere in considerazione gli imprenditori della Lunigiana

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AULLA. Occhi puntati sulla residenze sanitarie assistenziali. Scendono in campo le strutture Rsa “private” Sanatrix, Villa Rosa, La Fontana d’Oro, Villa Serena, Villa Lory, Madre Cabrini, Villaverde (comprese le aderenti all’organismo Uial, Unione Istituti Assistenziali Lunigiana).

In pratica questa categoria di imprenditori lunigianesi afferma in una lunga nota: «Non è in corso alcuna battaglia fra pubblico e privato. La nostra offerta garantisce la Lunigiana, la solidità del settore e l’occupazione».

«La presunta sfida in atto fra pubblico e privato è quanto di più distante dalla realtà vi possa essere. Per esempio non corrisponde assolutamente al vero che le nostre Rsa non sarebbero in grado di accogliere i non abbienti poiché gli stessi sono ospitati tuttora e lo saranno in futuro allo stesso modo in cui sono accolti nelle strutture pubbliche. Se non credessimo alla buona fede, quello attualmente in atto, potrebbe apparire un tentativo di strumentalizzazione della realtà: invece si deve sapere che la gestione delle Rsa (anche in caso di gara d’appalto) sarà affidata al privato».

Le scriventi aggiungo di lavorare per la terra di Lunigiana e di avere «avanzato una proposta affinchè ci sia, come da Legge vigente, la possibilità per ogni cittadino avente diritto al contributo Asl, di scegliere la residenza per anziani (RSA) nella quale essere ospitato, scelta che deve essere libera, sia presso struttura pubblica che privata. Indubbi sono i vantaggi di ciò, se non altro per il fatto (per il cittadino) di poter così essere ospitato dove sia più comodo e gradito, grazie alla distribuzione delle strutture private nel territorio.Valuti la popolazione se sia più opportuno prendere in considerazione gli imprenditori locali che hanno presentato la loro offerta all’Asl e la solidità delle loro strutture, oppure la possibilità che sia un soggetto proveniente da fuori ad occuparsi delle Rsa». In ambito locale, secondo le Rsa che hanno preso posizione, i cittadini dovrebbero prendere in considerazione « le garanzie e l’occupazione che queste strutture hanno saputo garantire».

«Noi siamo persone serie, non speculatori che bramano potere: nei rispettivi Comuni siamo fra le più grandi imprese in termini di occupazione e sappiamo far funzionare le nostre aziende con efficienza. Abbiamo investito sul territorio anche in momenti di difficoltà, garantiamo occupazione a 240 persone e tutto l’indotto che va dalle farmacie locali, ai medici ed alle strutture sanitarie lunigianesi, per proseguire con professionisti e artigiani. In caso di gara, all'interno delle Rsa pubbliche, di pubblico, resteranno soltanto le mura (di proprietà dell' Asl o del Comune)».

E infine l’appello: «Basta con gli steccati ideologici, non occorrono rivendicazioni strumentali, ma soluzioni per il bene di tutti. Conosciamo le criticità del momento e le ragioni della crisi: le nostre strutture garantiranno la stabilità dei costi impedendone l’aumento. I sindaci e le forze sociali riflettano sulle alternative e convengano sulla bontà di un progetto a lunga scadenza per il bene della Lunigiana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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