Toscana
Volpi: «Subito al lavoro»
Festeggiamenti sobri per il prof. «La città non può aspettare, subito la giunta»
MASSA. «Sindaco, sindaco...». I Volpi boys accolgono così il professore che arriva – a mezzanotte suonata – a palazzo civico a salutare i suoi elettori. Tanti volti ragginti, poca esultanza: festeggiamenti sobri, in linea, del resto con il profilo del neo-sindaco, per questa vittoria in parte inattesa (almeno al primo turno), di sicuro nettissima. In cento lo abbracciano, gli battono pacche sulle spalle, lo applaudono. Lui ha un sorriso, una parola per ognuno di loro. «Ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto, che hanno contribuito a questo risultato. Da domani si comincia a lavorare, stasera si festeggia», sono le sue prime parole.
Contava di essere eletto al primo turno, gli chiedono. «Sì, negli ultimi giorni avevo buone sensazioni, la percezione che ce l’avremmo fatta. Il clima è cambiato, ho raccolto segnali di gran consenso e ho capito che la vittoria era a portata di mano». I primi risultati usciti dalle urne apparivano buoni ma non troppo: sopra il 40% ma non abbastanza per evitare il ballottaggio. Poi, via via che il lentissimo e faticoso spoglio andava avanti, la vittoria si delineava in modo netto. Attorno alle 22,30 il risultato era chiaro: Alessandro Volpi è il nuovo sindaco della città twittavano e postavano su Fb i suoi sostenitori. All’una del mattino i risultati completi non ci sono ancora, ma con 74 sezioni scrutinate su 80 i numeri del successo sono inequivocabili. Alessandro Volpi vince con il 53.8%: cioè 19.056 voti. I Volpi boys esultano, il Pd sceglie il basso profilo: pochissimi i candidati e gli uomini dell’apparato ai festeggiamenti sotto il Comune, ma i democratici gustano il sapore dolce della rivincita, dopo 5e anni di purgatorio. Sono tornati al governo della città (anche se con un sindaco indipendente), avranno, probabilmente, dieci consiglieri sui venti della maggioranza, sono gli azionisti di controllo della nuova amministrazione.
«Il Pd è un alleato leale che ha contribuito in modo determinante al successo, così come tutte le altre forze che mi hanno sostenuto», dice il neosindaco. Ma la vittoria, aggiunge, «probabilmente non sarebbe arrivata senza le primarie. Fare queste consultazioni è stato fondamentale, abbiamo avviato un percorso importante. Le primarie hanno rimesso in moto la città».
Volpi, però, non trascura il dato dell’astensionismo. Un elettore su tre ha disertato le urne: «Non è certo un bel segnale, un fenomeno, quello della disaffezione al voto che non si deve trascurare, su cui tutti dobbiamo lavorare».
Ma, soprattutto, c’è da lavorare per la città: «Metterò tutto l’impegno possibile sono abituato a lavorare molto, Massa non può aspettare, è necessario mettersi subito all’opera». Da domani? «No, da oggi», dice guardando l’orologio che segna quasi l’una del mattino. La giunta, annuncia, sarà definita in pochi giorni; un assessore, il professor Mauro Fiori, docente in pensione, è già scelto; gli altri quattro saranno scelti tra breve. «Terrò l’assessorato al Bilancio? Mi piacerebbe, confesso, ma credo non sarà possibile». Poi le cose da fare.
Tantissime, a cominciare dai progetti urbanistici «che devono essere definiti al più presto». «Il mio obiettivo è portare a compimento tutto quello che ci siamo prefissati». Domani (o oggi). Prima un brindisi in piena notte.
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