La manifestazione
Processo cremazioni Non si presentano undici testimoni
Ne sono stati sentiti 64, il 18 giugno gli assenti riconvocati Tra i pochi interrogati dalle difese l’ex operaio Pucci
MASSA. Si sono presentati sessantaquattro dei settantacinque testimoni convocati dal pm Federico Manotti per confermare quanto avevano già detto due anni fa davanti a un collegio di giudici diverso. È ripartito il processo sulle cremazioni del Mirteto, dopo la sostituzione di Cosimo Ferri con Fabio Biasotti. Nella maggior parte dei casi si è trattato di un puro formalismo: il teste si è seduto, ha risposto che sottoscriveva quanto già detto e poi è andato via. Talmente velocemente che venivano chiamati a due a due. E l’androne del tribunale si è svuotato rapidamente.
Gli unici a essere interrogati, dai giudici e dalle difese, sono stati un paio di ex operai che hanno patteggiato la pena in un altro procedimento sugli stessi reati. A passare nuovamente sotto il torchio è stato Enzo Pucci, il dipendente di Euroservizi che è stato arrestato il giorno del blitz dei Nas a Mirteto (4 maggio 2007). Ma era comprensibile, dato che è stato Pucci a far capire agli inquirenti cosa avveniva nell’impianto di cremazione. Da quel punto Manotti e i carabinieri sono riusciti a sbrogliare una matassa che in un primo momento sembrava ingarbugliata. L’operaio è testimone credibile, dato che con le sue ammissioni in pratica ha confessato cose che aveva fatto lui stesso (immortalate dalla telecamera installata nei locali del forno). E sta scontando una pena, passata in giudicato, di 4 anni e mezzo.
Ieri Pucci non si è contraddetto, confermando quanto dichiarato nella deposizione del marzo del 2011. Quell’udienza fu veramente dura, soprattutto per i parenti dei defunti che avevano sentito con le loro orecchie, dopo aver visto i video, che in quelle urne che l’operaio gli aveva consegnato non c’erano i loro cari. Ha aggiunto una cosa, però, quando ha sostenuto che anche Renato Alibani, titolare di Euroservizi e imputato nel procedimento in corso, ha frequentato alcune lezioni del corso per addetto al forno. Prima aveva detto che quel corso - sia teorico che pratico - lo avevano frequentato solo i colleghi Grassi e Guerra. Ma non c’è alcun attestato che possa confermarlo.
Si tornerà in aula il 18 giugno e poi il 24. In questi giorni dovranno essere convocati i testi della parte civile (ma qui non ci saranno problemi) e poi quelli delle difese: non saranno i carabinieri a chiamare, ma gli ufficiali giudiziari. Forse, incrociando le dita, a luglio potrebbe davvero esserci la sentenza come aveva promesso il presidente del tribunale Maria Cristina Failla.
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