Gioco
Meno soldi dalla Fondazione: 1,6 milioni
Le erogazioni sul territorio scendono di circa 370mila euro, svalutato il patrimonio netto di circa 22 milioni
CARRARA. Meno soldi sul territorio dalla Fondazione Cassa di Risparmio: rispetto ai circa due milioni di euro erogati nel 2012, a meno di cambiamenti in corsa ad oggi non preventivabili, nel 2013 si scenderà a un milione e 630mila euro. Lo spiega il documento programmatico della Fondazione stessa. Vediamo come si arriva a questa cifra. I proventi sono di quattro milioni e 105mila euro, che derivano da dividendi e interessi degli investimenti in essere del patrimonio della Fondazione (i dividendi della Cassa di Carrara sono stati 800mila euro, delle azioni Carige un milione e 24mila euro, di Intesa 158mila euro, 68mila da Unicredit e così via); i costi operativi ammontano a un milione e 483mila euro. In particolare, 364mila euro per compensi e rimborsi spese agli organi statutari (consiglio di amministrazione, comitato di indirizzo, collegio sindacale), 79mila euro per consulenti e collaboratori (in particolare la società di consulenza Prometeia per la gestione del portafoglio); 300mila per ammortamenti, altri oneri per 527mila (spese del personale e così via). Vi è una riserva obbligatoria di 524mila euro, un fondo per il volontariato di circa 70mila euro; la riserva per l’integrità del patrimonio da 393mila euro, e quindi restano come detto un milione e 630mila euro.
Per i settori rilevanti sono destinati (circa l’87,75% del totale), 1.430.000 euro, così suddivisi. Arte, Attività e beni Culturali (circa 49,10%) 800.000 euro; Salute pubblica, Medicina preventiva e riabilitativa (circa 9,20%) 150.000; Protezione e qualità ambientale (circa 9,20%) 150.000 euro; Ricerca scientifica e tecnologica (circa 1,85%) 30.000 euro; Volontariato, filantropia e beneficenza (circa 18,40%) 300.000 euro.
Altri settori (circa 12,25%), 200.000 euro. In dettaglio: Educazione, istruzione, formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola (9,25%) 150.000 euro; Attività sportiva (circa 1,80%) 30.000; Prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica (0,90%) 15.000; Diritti civili (circa 0,30%) 5.000 euro.
Anche per il 2013 sarà ancora il Festival Con-vivere l’evento clou promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.
Per quanto riguarda invece il bilancio consuntivo del 2012, da segnalare che lo stato patrimoniale è stato rettificato al ribasso, e non è più di 159 milioni e 628mila euro come al 31 dicembre 2011, ma è di 137 milioni e 898mila euro. Questo perché, come si spiega nel bilancio e come sottolinea la relazione dei sindaci revisori, i titoli in portafoglio di Intesa S. Paolo e Unicredit sono stati svalutati portandoli ai valori di mercato(cosa non fatta invece per Banca Carige). La Fondazione, per Unicredit, ha inoltre aderito all’aumento di capitale, con un investimento di un milione e 180mila euro, il valore di carico delle 911mila azioni in portafoglio è passato da 48,8 euro (tanto erano state pagate nel contratto forward scaduto nel 2011, o meglio, erano state pagate 4,8 euro ma poi sono state raggruppate), a 17,566 euro (ieri l’azione ha chiuso a 4,178 euro, un quarto dell’attuale carico). Pur nella convinzione che il livello corrente dei prezzi - scrive nel bilancio la Fondazione, presieduta dall’avvocato Alberto Pincione, “non sia reale espressione del valore dei titoli, a causa della volatilità dei corsi e della turbolenza dei mercati finanziari che hanno caratterizzato gli ultimi periodi, si è deciso di adeguare il valore di queste due ultime partecipazioni bancarie (Intesa e Unicredit, ndr) ai prezzi di riferimento rilevati in borsa a fine esercizio.
Come detto invece, per Banca Carige la Fondazione ha deciso di mantenere a valore di bilancio 32 milioni di euro, anche se il valore di mercato a fine esercizio era di 11 milioni e 272mila euro (ad un prezzo unitario di borsa di 0,77 euro per azione, mentre ieri la Banca Carige ha chiuso a 0,511 e quindi a oggi il valore è di 7,5 milioni di euro).
Insomma, se analoga scelta fosse stata fatta anche per Banca Carige, il patrimonio sarebbe stato rettificato al ribasso di un’altra ventina di milioni.
Ma, spiega una nota di bilancio, “Si ritiene che il valore di mercato di fine esercizio non costituisca l’unico parametro di valutazione, dovendo tenere conto per Banca Carige Spa, della capacità reddituale storica, della consistenza, della stabilità patrimoniale e delle previsioni di ricapitalizzazione della stessa. In questo bilancio nonsi ritiene pertanto che esistano, al momento, gravi e durevoli ragioni economico-patrimoniali tali da giustificare la rilevazione della svalutazione, che verrebbe eventualmente assorbita dalla Riserva da rivalutazione e plusvalenze del patrimonio netto, senza incidere sull’attività istituzionale”. (m.b.)
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